martedì 6 aprile 2010

c'è un post...

C'è un posto, di questi tempi, dove potersi rifugiare, lontano dai disastri, dalla disperazione e dagli incubi che il presente ci rappresenta ogni santo giorno? Più che una domanda, me ne rendo conto, è una richiesta, un appello accorato che non trova mai risposta, perchè risposta non c'è. Abbiamo voluto la bicicletta della globalizzazione; ora non ci resta che pedalare, pure di buona lena, perchè ad ogni minimo cedimento si perde terreno, il distacco dai primi aumenta, i ritardi si accumulano. Quello che sta drammaticamente accadendo, nell'indifferenza generale, a noi, alle istituzioni e al nostro paese. Segnali perversi e precisi stanno accumulandosi con grande rapidità, tutti diretti in una sola ed unica direzione, la protezione ad oltranza, oltre qualsiasi decenza di figure istituzionali e di governo indecenti ed immorali, la cosidetta casta - definizione preziosa e perfetta  - immune a qualunque forma di limite o di pudore, ci sta trascinando con se, modificando anche nei cittadini, etica e morale, forzandole ad assimilare comportamenti e atti, un tempo inamissibili e condannabili; oggi, considerati inspiegabilmente poco più che marachelle.

giovedì 1 aprile 2010

al terzo post...

Accipicchia, altri dieci mesi sono passati dall'ultimo post, un sacco di tempo. Può sembrare banalmente anacronistico affermare ciò che sto per dire, ma ne sono quasi sicuro: durante questo periodo sono al contempo ringiovanito ed invecchiato. La nonnitudine è stata la miglior cosa che mi potesse capitare e, pur non rendendomi ben conto, tanto frastornato dalla novità come ero, di quanto questo avrebbe inciso su me, sulla mia esistenza e sensibilità; non ho dovuto faticare più di tanto a comprendere quanto, questo evento, avrebbe trasformato la mia vita ma, innanzi tutto, quanto avrebbe contribuito ad acuire e affinare vista, udito e, sopratutto, capacità di analisi e valutazione dei fatti, insieme ad una insorgente forma di crescente ed indomabile intolleranza verso tutte le forme di abiezione, di coruttela, di maleducazione o peggio.
Ovviamente questa sorta di ipersensibilità ha reso naturale ridimensionare quel che sono riuscito a realizzare durante la mia vita e riassegnare il giusto valore alle cose. Esagerato? Non penso. Rincitrullito? Può essere, chissà. Di certo mia nipote, mi ha scosso dal torpore di questo anno bastardo, pieno di paure, incertezze e problemi. Ha spinto un po' più in là la politica e l'economia in maniera che mi fosse possibile osservarle meglio.

Io le ho guardate con attenzione, e mi spiace doverlo affermare, non sono un bello spettacolo. Si percepiscono pessimi segnali, molti dei quali completamente ignorati dalla società civile, sempre più inspiegabilmente asservita e subordinata a figuri non degni di considerazione e di nessuna affidabilità, come dimostrato da fatti e comportamenti; e, purtroppo, sinistramente ed insipegabilmente considerati, in una fase di recessione economica così pericolosa e subdola, senza alcun titolo per esserlo, anzi avendo purtroppo credenziali inaffidabili ed impresentabili. Eppure la gente li segue, pur avendo tutte le evidenze di quanto stiano contribuendo all'imbarbarimento del nostro paese e della cosidetta società civile.