Accipicchia, altri dieci mesi sono passati dall'ultimo post, un sacco di tempo. Può sembrare banalmente anacronistico affermare ciò che sto per dire, ma ne sono quasi sicuro: durante questo periodo sono al contempo ringiovanito ed invecchiato. La nonnitudine è stata la miglior cosa che mi potesse capitare e, pur non rendendomi ben conto, tanto frastornato dalla novità come ero, di quanto questo avrebbe inciso su me, sulla mia esistenza e sensibilità; non ho dovuto faticare più di tanto a comprendere quanto, questo evento, avrebbe trasformato la mia vita ma, innanzi tutto, quanto avrebbe contribuito ad acuire e affinare vista, udito e, sopratutto, capacità di analisi e valutazione dei fatti, insieme ad una insorgente forma di crescente ed indomabile intolleranza verso tutte le forme di abiezione, di coruttela, di maleducazione o peggio.
Ovviamente questa sorta di ipersensibilità ha reso naturale ridimensionare quel che sono riuscito a realizzare durante la mia vita e riassegnare il giusto valore alle cose. Esagerato? Non penso. Rincitrullito? Può essere, chissà. Di certo mia nipote, mi ha scosso dal torpore di questo anno bastardo, pieno di paure, incertezze e problemi. Ha spinto un po' più in là la politica e l'economia in maniera che mi fosse possibile osservarle meglio.
Io le ho guardate con attenzione, e mi spiace doverlo affermare, non sono un bello spettacolo. Si percepiscono pessimi segnali, molti dei quali completamente ignorati dalla società civile, sempre più inspiegabilmente asservita e subordinata a figuri non degni di considerazione e di nessuna affidabilità, come dimostrato da fatti e comportamenti; e, purtroppo, sinistramente ed insipegabilmente considerati, in una fase di recessione economica così pericolosa e subdola, senza alcun titolo per esserlo, anzi avendo purtroppo credenziali inaffidabili ed impresentabili. Eppure la gente li segue, pur avendo tutte le evidenze di quanto stiano contribuendo all'imbarbarimento del nostro paese e della cosidetta società civile.
Ovviamente questa sorta di ipersensibilità ha reso naturale ridimensionare quel che sono riuscito a realizzare durante la mia vita e riassegnare il giusto valore alle cose. Esagerato? Non penso. Rincitrullito? Può essere, chissà. Di certo mia nipote, mi ha scosso dal torpore di questo anno bastardo, pieno di paure, incertezze e problemi. Ha spinto un po' più in là la politica e l'economia in maniera che mi fosse possibile osservarle meglio.
Io le ho guardate con attenzione, e mi spiace doverlo affermare, non sono un bello spettacolo. Si percepiscono pessimi segnali, molti dei quali completamente ignorati dalla società civile, sempre più inspiegabilmente asservita e subordinata a figuri non degni di considerazione e di nessuna affidabilità, come dimostrato da fatti e comportamenti; e, purtroppo, sinistramente ed insipegabilmente considerati, in una fase di recessione economica così pericolosa e subdola, senza alcun titolo per esserlo, anzi avendo purtroppo credenziali inaffidabili ed impresentabili. Eppure la gente li segue, pur avendo tutte le evidenze di quanto stiano contribuendo all'imbarbarimento del nostro paese e della cosidetta società civile.
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