C'è un posto, di questi tempi, dove potersi rifugiare, lontano dai disastri, dalla disperazione e dagli incubi che il presente ci rappresenta ogni santo giorno? Più che una domanda, me ne rendo conto, è una richiesta, un appello accorato che non trova mai risposta, perchè risposta non c'è. Abbiamo voluto la bicicletta della globalizzazione; ora non ci resta che pedalare, pure di buona lena, perchè ad ogni minimo cedimento si perde terreno, il distacco dai primi aumenta, i ritardi si accumulano. Quello che sta drammaticamente accadendo, nell'indifferenza generale, a noi, alle istituzioni e al nostro paese. Segnali perversi e precisi stanno accumulandosi con grande rapidità, tutti diretti in una sola ed unica direzione, la protezione ad oltranza, oltre qualsiasi decenza di figure istituzionali e di governo indecenti ed immorali, la cosidetta casta - definizione preziosa e perfetta - immune a qualunque forma di limite o di pudore, ci sta trascinando con se, modificando anche nei cittadini, etica e morale, forzandole ad assimilare comportamenti e atti, un tempo inamissibili e condannabili; oggi, considerati inspiegabilmente poco più che marachelle.
martedì 6 aprile 2010
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