sabato 30 ottobre 2010
Morte di un giovane ricercatore
Che razza di gente siamo, per accettare passivamente e far passare sotto silenzio la morte di un giovane filosofo? Uno dei nostri giovani, con due lauree, bravo, allegro, che quando capisce che non riuscirà mai a coronare il suo sogno di ricercatore, perché lui era nessuno, non aveva raccomandazioni, né santi in paradiso, decide di farla finita gettandosi dal settimo piano della facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Palermo. È questa la soluzione che offriamo ai nostri giovani circa il loro futuro? Tanti si riempiono la bocca con la meritocrazia, peccato che poi, all'atto pratico, per tanti bravi giovani non venga riconosciuta e nemmeno tenuta in conto, mentre altri, dai cognomi illustri, inspiegabilmente ne sono sempre magicamente dotati.
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