martedì 30 novembre 2010

Ciao Mario...

... grazie di tutto.

lunedì 29 novembre 2010

Perdindirindina che rivelazioni

Accipicchia, ma che razza di rivelazioni sono quelle di Wikileaks, mi sembrano delle baggianate belle e buone, tanto da giustificare, seppure a malincuore, anche il riderci sopra da parte di B.
Paragonare un bunga-bunga party de noartri ad un wild party studentesco americano è come esclamare "perdindirindina!"; senza rendersi conto che, assuefatti come siamo a tutte le porcate che quotidianamente ci costringono ad assimilare, in Italia nel 2010, nemmeno più le suore di clausura usano espressioni desuete e vereconde come questa.
Meno male che ci da una mano la bestia che sta dentro B. stesso, il quale, come di consueto, non può trattenersi da farla fuori dal vaso, quindi eccolo partire "lancia in resta" a sperticarsi in scuse penose e contradittorie, accuse e contro-accuse: "Festini? Mai frequentati!" oppure "Le ragazze? Pagate da altri per mentire!" e via dicendo, scavandosi sempre più la terra da sotto i piedi da solo.

domenica 28 novembre 2010

Napoli coperta di rifiuti...

Napoli, coperta di rifiuti, invasa dalle zoccole; B. euforico e possibilista circa le soluzioni.

Wikileaks 2

Tra le centinaia di migliaia di documenti segreti pubblicati da Wikileaks, restano incomprensibili, nonostante gli sforzi congiunti dei maggiori esperti in criptografia, quelli realtivi alle comunicazioni interne della Lega.

Wikileaks

Contromossa dei servizi segreti italiani, per screditare Wikileaks passati centinaia di dossier di Libero, Il Giornale e Il Tempo.

martedì 23 novembre 2010

Assurdità italiane

La notizia che il Presidente della Regione Lazio voglia tagliare i costi della spesa sanitaria, eliminando alcuni reparti tra cui il pronto soccorso dell'ospedale di Acuapendente (VT), ha scatenato una reazione provocatoria del sindaco che ha chiesto ai propri cittadini di non ammalarsi, di non fare sport, di evitare incidenti domestici, in sostanza di evitare qualsiasi causa di possibili interventi ospedalieri d'urgenza.

Con il gran numero di costi da tagliare nell'amministrazione pubblica, si deve arrivare a questi eccessi?

Sono perfettamente d'accordo con quei cittadini che, abitando al confine, vorrebbero spostarsi in Toscana o in Umbria e andar via dalla sanità del Lazio.


sabato 20 novembre 2010

Ingannati al 5 x mille

Circa la questione del taglio del 5 x mille e della scoperta che solo una parte contingentata fino ad una certa cifra delle donazioni ad essa destinate arrivava effettivamente alle associazioni, l'eccedenza finiva cannibalizzata dallo stato, questo nostro stato: inetto, immorale, sprecone e corroto; il tutto, per anni nel più assoluta omertà, senza informare tutti noi che orgogliosamente pensavamo di aver almeno contribuito con il nostro piccolo contributo ad aiutare il settore migliore, più serio ed efficente della società civile.

Confesso: ci sono rimasto molto male e mi sono profondamente risentito, per questa ennesima presa per il sedere da parte di questo governo di nani e ballerine, si sarebbe detto una volta, di ometti e puttanelle nella realtà.


Sono stato un volontario - parlo di tempi in cui Protezione Civile e 118 erano solamente dei sogni - per anni, da giovane, ho fatto servizio sulle ambulanze di una delle tante pubbliche assistenze animate dal volontariato e, nel mio piccolo, diedi una mano in occasione dei terremoti in Friuli e Irpinia; sono trascorsi tanti anni da allora, non sono più operativo, ma sono tutt'ora orgoglioso di questa preziosa esperienza che ha arricchito una parte della mia vita.

Ingenuamente ho esultato all'annuncio dell'istituzione del 5 x mille perchè mi dava modo di poter tornare ad essere, con la mia donazione, ancora un po' volontario e di continuare, in maniera diversa, a sostenere il meglio di questo paese.

Ero convinto che alle associazioni arrivasse il 100% del mio denaro e non solo una parte; mi sembra di essere stato truffato, anche perchè, fissato il tetto massimo a 400 milioni di euro - oggi ulteriormente, drammaticamente ridottto - essendo più che certo che tale massimale sia stato abbondantemente superato dalle donazioni, potrebbe essere, che nemmeno un euro-cent di quelli da me destinati al volontariato sia concretamente arrivato al destinatario da me indicato e che i miei soldi siano andati magari a retribuire qualche escort messa a libro paga dalla politica... non fatecimi pensare.

venerdì 19 novembre 2010

Questo non è un paese per bambini

Notizia: il fronte No Kids si allarga. Sempre più ristoranti, alberghi, compagnie aeree, vietano l'accesso ai bambini o fanno di tutto per scoraggiarne l'utilizzo. Dopo "questo non è un paese per vecchi" e "questo non è un paese per giovani", siamo arrivati a "questo non è un paese per bambini".

Confessiamolo: chi ha la forza di restare impassibile di fronte ad un piccolo rompiballe, urlante, lamentoso, esagitato, capriccioso o scatenato? Nessuno, è chiaro; ma è proprio indispensabile giungere fino al divieto assoluto, alla discriminazione in toto dei bambini? Posso arrivare a comprendere le motivazioni di una presa di posizione così intransigente, ma non quegli adulti che l'hanno fatta propria. Chi sarebbero poi questi promotori, santi-protettori della propria ed altrui tranquillità: single, coppie con o senza figli; giovani, maturi, anziani? Possibile che nessuno di questi sia stato rompiscatole da piccolo?

Siamo certi infine che gli unici colpevoli siano i bambini? È infatti assodato che la causa di gran parte dei comportamenti infantili di questo genere risieda nella stessa famiglia d'origine e che la responsabilità della scarsa o nessuna educazione dei figli, sia quasi sempre attribuibile ai genitori. In sintesi, cafone il babbo, cafoncelli i figli; maleducata la madre, maleducati i pargoli; una correlazione stretta e diretta tra causa ed effetto. Credo vi sia capitato ed abbiate ben presente quei begli esempi di adulti che parlano sempre a voce troppo alta, quando sono al telefonino di più, quelli intolleranti che ce l'hanno con tutti e trattano male chiunque, quelli che non gli va mai bene niente e che protestano per tutto, quelli furbi che appena possono fregano il prossimo, quelli egoisti, quelli sopra le righe, sempre, ovunque, comunque; si, proprio quelli. Sono convinto che gran parte dei fautori del fronte No Kids siano annoverabili tra questi profili e che addirittura siano essi stessi genitori di piccoli rompiballe (lasciati ai nonni, a casa) in incognito.

Concludo con una richiesta: perchè non ampliare il fronte dell'intransigenza ed allargare la disciminazione anche ai genitori delle piccole pesti e a tutti quegli adulti, singoli o coppie; maleducati, cafoni ed incivili che sempre più spesso, a qualsiasi latitudine e longitudine, mi ritrovo come compagni di viaggio, in vacanza o di semplici soggiorni, che infestano le camere vicine alla mia o si sistemano al ristorante al tavolo più vicino tramortendomi di chiacchiere urlate a tutta voce, quelli che appena mi distraggo mi fregano il posto in fila al check-in, quelli che, invariabilmente, occupano tutti gli ombrelloni in prima fila e che non ti salutano mai... e queste non sono cose che fanno i bambini.

mercoledì 17 novembre 2010

bi-post

nella penombra silenziosa della stanza, tengo tra le braccia, mia nipote, addormentata contro di me. respiro e battito del cuore all'unisono. un raro momento magico e perfetto di equilibrio e di tranquillità.

sinist dest, sinist dest, passo

Sinistra, destra.
Destra, sinistra,
Sinistra, sinistra.
Destra, destra.
Sinistra.
Destra.
...
Passo.

domenica 14 novembre 2010

Dacci oggi la nostra violenza quotidiana

Della ragazza aggredita, alle sette del mattino, a scopo di rapina per strada a Milano, quello che lascia attoniti è il comportamento dell'aggressore che, per contrastare la reazione della vittima, sembra non abbia esitato a colpirla alla testa con un cacciavite. Un colpo micidiale, un atto talmente feroce e brutale da renderlo inimmaginabile e fuori da qualsiasi contesto umano.
Come è possibile, per una banale rapina, arrivare a tanta spietata cattiveria? È una domanda retorica, me ne rendo conto, quando poche ore prima, abbiamo dovuto registrare la morte del tassista linciato per aver involontariamente travolto con il proprio taxi un cagnolino.
È incredibile ma, senza rendercene conto, viviamo e respiriamo violenza tutti i giorni, ne siamo totalmente intrisi; quotidianamente ci viene inoculata la nostra dose e, inconsapevolmente, diventiamo tutti sempre più incivili, maleducati e cattivi. Purtroppo, pur sembrando frutto di follia, questi episodi rispecchiano una inquietante normalità e quello che, piano piano, stiamo diventando: della brutta gente, senza scrupoli e freni inibitori.
E se cominciassimo a preoccuparci di noi stessi?

martedì 9 novembre 2010

da califfo a gaglioffo

Califfo, che fai, ci provi pure tu? Se la demenza senile non ti ha già portato via, datti una regolata e non insistere. Oggi, non sai quanti farebbero la firma per i tuoi diecimila euro ogni sei mesi; e se non ti bastano, datti una regolata.
Comunque, te li sei magnati? E mo so' c...i tua.
Ma vergognarsi? No, mai.

domenica 7 novembre 2010

È qui la festa?

Il sospetto mi è venuto dopo il cancan mediatico e le infinite polemiche scatenate dai festini di re bunga-bunga ma non avevo idea che il fattore "circoli, feste e festini" fosse diventato così determinante in politica, che il numero di tornei di scopone o di burraco, di cori, di balletti, di costine o di salamelle rappresentasse la discriminante tra maggioranza ed opposizione, che la tanto citata "politica del fare..." si dovesse completare con "... baraonda, casino!", che l'efficacia dell'azione politica fosse subordinata alle riffe e lotterie organizzate.
Ieri, all'assemblea nazionale dei circoli del PD, dopo mesi e mesi di soporifero tran tran, rimboccate le maniche, finalmente è stata lanciata una sfida innovativa a PDL e Lega in cui l'oggetto del contendere è chi ha più circoli e chi riesce ad organizzare più feste.
Devo dire che sono rimasto ammirato da tanto coraggio e colpito da tale audace proclama, andare a sfidare un professionista dei festini, feste, sagre e bunga-party sul suo terreno è stata una pensata geniale ed epocale al tempo stesso e, confesso, l'onda emozionale provocata da una proposta così inaspettatamente rivoluzionaria mi ha fatto tornare a sperare ... nella rottamazione.

venerdì 5 novembre 2010

Brutta storia di supermercati

Ci sono rimasto veramente male e pure la considerazione nutrita per Esselunga, ritenuta fino ad oggi una delle più serie catene della grande distribuzione, ne vien fuori parecchio compromessa e decisamente ridimensionata.

Era il 1970 quando varcai per la prima volta la porta del supermercato di Viale Papiniano a Milano, avevo quindici anni e alcune tristi contingenze famigliari mi portarono a quella mia prima spesa e da allora non ho più smesso di frequentare la catena; in un certo senso, potrei quasi affermare di aver fatto la mia piccola parte nella storia aziendale, come loro lo hanno avuto nella mia storia personale. Quarant'anni di vita: epoche e costumi sociali, luoghi e città, età e vicende famigliari diverse.

Proprio vero che non si finisce mai d'imparare, neanche da nonno ti puoi rilassare, ti puoi concedere di credere in qualcosa o qualcuno che credi affidabile. Potersi fidare, mi ripeto, guardando la Carta Fidaty, ti senti ancor più gabbato, dopo aver casualmente scoperto che proclami e slogan ben poco si adattano alla realtà; sotto lo scintillio, la crosta è dura e cruda come tutti ritengono debba esserlo oggi: con regole ed etica sempre orientate in un solo senso, in favore del più forte.
Il motivo per indurmi a parlare così è semplice... e brutale allo stesso tempo.

I fatti: vivo a Como e la spesa la faccio all'Esselunga; un giorno, di ritorno da Milano, decido di fermarmi a fare una piccola spesa lungo la strada, all'Esselunga di Garbagnate Milanese. Tra vari articoli, finisce nel carrello anche il mio solito yogurt (Vipiteno, Vaniglia, da 500 gr.) e con stupore vedo che viene venduto a € 0,98 a confezione, senza sconti e non in promozione, mentre a Como, a 32 km di distanza, il prezzo è € 1,35: stessa marca, stesso tipo, stessa confezione.
Avevo già notato queste diversità di prezzi tra zone diverse, ma questa volta, come si dice, mi è proprio caduto l'occhio sopra.

Ben 0,37 euro in meno, uno sproposito! Una differenza abissale, giustificabile solo per fasce di prodotto diverse, non per lo stesso prodotto. Se poi provate a tradurlo nelle vecchie lire, l'effetto è pessimo e clamoroso al tempo stesso: addirittura più di 716 lire!
Contestualizziamo ora questo dato al prodotto e alla quantità di prodotto in oggetto (mezzo kilo di yogurt) e al momento economico che stiamo vivendo; il risultato è imbarazzante e vergognoso. Va bene guadagnare e la logica del profitto, ma questa è una rapina.

Molto contrariato, ritornato a casa, mi sono rivolto al mio abituale punto vendita e sapete quale è stata la risposta - gentilissima beninteso - alla mia richiesta di spiegazione?
"Esselunga determina i prezzi di vendita al pubblico, in base alle caratteristiche della zona e ai concorrenti diretti di riferimento nel circondario." Traduzione: dato che Como è tra le città più care d'Italia e i comaschi assuefatti ad essere spolpati vivi, perchè non approfittarne gonfiando i prezzi al limite massimo sopportabile, in tacito accordo con tutte le altre catene di grande distribuzione presenti sul territorio - il prezzo e praticamente lo stesso ovunque, varia di uno, massimo due centesimi di euro -  e alla faccia dei consumatori, contando sull'abitudinarietà di fare la spesa nella stessa zona, vicino casa e nello stesso punto vendita e "lavandosi la coscienza" con qualche breve periodo di vendite promozionali che sarebbe interessante esplorare dal punto di vista delle reali motivazioni aziendale.

Così veniamo considerati e così stanno le cose.
Grazie Esselunga (ma vale per tutti) e complimenti per la bella figura.

Abracadabra: lui gode, noi paghiamo

Se re bunga-bunga, si paga con i suoi soldi le sue brave godutine, sventagliando con parossistica generosità buste e regali a gogo; per quale cinico destino poi noi poveri contribuenti dobbiamo accollarci l'onere di mantenere e stipendiare a vita questo esercito di cubiste, igieniste, veline, manicure, soubrette da strapazzo, adolescenti di bell'aspetto e grandi poppe, accompagnatrici, ballerine, hostess, ugole d'oro e gole profonde, spogliarelliste, miss e reginette varie, reduci di reality, massaggiatrici e meretrici che sversa in politica, come fosse una discarica, elargendo a piene mani cariche, incarichi e consulenze pagate con il nostro denaro. Possibile che nessuno si scandalizzi di questo?

martedì 2 novembre 2010

Bene, bravo, bis

L'ha pensata e messa in atto bene, re bunga-bunga, la sua strategia di "galleggiamento" sulla tempestosa vicenda di Ruby, una colorita galleria di atteggiamenti degni del migliore trasformismo da avanspettacolo.
Questa l'evoluzione:
- Ruby chi?
- innocente mammoletta
- il perfetto gnorri
- minorenne?!
- negazionista tassativo
- semplici cenette
- sono tanto buono
- vittima di complotto
- bersaglio mediatico
- traviato dalle cattive compagnie
- sono micio e macho
- bunda che?
- una bella barzelletta
- ognuno a casa sua fa ciò che vuole
- l'uomo non è di legno
- re del bunga bunga
- amo le belle donne
- il riposo del giusto
- it's my way
- sono un vero macho
- gallo sborone
- meglio porco che culatone
Bene, bravo, bis.

Sakineh

Domani, in Iran, verrà eseguita la condanna a morte per impiccagione contro Sakineh. Le autorità iraniane sfidano l'opinione pubblica mondiale utilizzando in maniera politicamente vessatoria anche il semplice annuncio dell'esecuzione. Ennesimo oltraggio per questa donna iraniana che, oltre alla pena di morte - di per sé un fatto inaccettabile e la negazione di qualsiasi diritto umano – viene ridotta a bieco strumento di propaganda di un regime senza vergogna.

lunedì 1 novembre 2010

Le bugie hanno davvero le gambe corte

Articoli e documenti pubblicati su giornali e quotidiani, relativi ai fatti accaduti in Questura a Milano la notte tra il 27 e 28 maggio scorso riguardanti il fermo di Ruby, le telefonate dalla Presidenza del Consiglio, l'attribuzione di parentele inesistenti, l'inesistente autorizzazione all'affido alla Consigliera Regionale Minetti da parte dei PM dei Minori, oltre a fornirci l'ennesimo (speriamo ultimo) spudorato esempio di menzogna-fatta-sistema, dimostrano inequivocabilmente un dato di fatto: le bugie hanno davvero le gambe corte... quelle di re bunga-bunga.

La stiamo perdendo... l'Italia

L'editoriale di Mario Monti su Corriere.it non lascia dubbi: il ritardo accumulato dal nostro paese nei confronti delle nazioni UE nella pianificazione delle scelte di politica economica a sostegno dello sviluppo futuro è drammatico ma, ancor più gravi, sono la totale inettitudine e l'ignavia del governo e della classe politica e dirigente, di tutti gli schieramenti, ad affrontare la questione come oramai è stato fatto nella quasi totalità delle altre nazioni comunitarie. 
I nostri politici, alla pari di spacciatori, si impegnano esclusivamente a non far mancare, a noi tossicodipendenti, le nostre sacrosante dosi quotidiane di reciproche berciate rabbiose, di rancorosi scambi d'insulti e di deliranti bunga-proclami; null'altro che questo. Sviluppo e ricerca zero, programmi e progetti nessuno, interventi straordinari men che meno, eccettuati quelli para-bunga del re bunga-bunga.
L'Italia crolla, alle spalle di paesi imbarazzanti, in posizioni penose se non vergognose, in quasi tutte le classifiche internazionali. Qualsiasi parametro qualificante venga preso in esame ed analizzato, i nostri competitori sono localizzati nel terzo mondo più profondo. 
Nelle statistiche interne poi, i dati non sono migliori: crescita zero, disoccupazione ordinaria alta, mentre quella giovanile sfiora addirittura il 30%, dei quali, una parte consistente, non cerca nemmeno più un lavoro! Una situazione che, in teoria, dovrebbe coerentemente provocare sgomento, indignazione, protesta, forse rivoluzione, almeno nelle coscienze, ed invece niente; olé, giù bunga-bunga per tutti.
A questo punto e con tali presupposti, mi viene spontaneo pronunciare l'espressione tanto abusata nelle fiction e nelle serie di telefilm ambientati in ospedali e pronto soccorso: "La stiamo perdendo..." l'Italia.