L'editoriale di Mario Monti su Corriere.it non lascia dubbi: il ritardo accumulato dal nostro paese nei confronti delle nazioni UE nella pianificazione delle scelte di politica economica a sostegno dello sviluppo futuro è drammatico ma, ancor più gravi, sono la totale inettitudine e l'ignavia del governo e della classe politica e dirigente, di tutti gli schieramenti, ad affrontare la questione come oramai è stato fatto nella quasi totalità delle altre nazioni comunitarie.
I nostri politici, alla pari di spacciatori, si impegnano esclusivamente a non far mancare, a noi tossicodipendenti, le nostre sacrosante dosi quotidiane di reciproche berciate rabbiose, di rancorosi scambi d'insulti e di deliranti bunga-proclami; null'altro che questo. Sviluppo e ricerca zero, programmi e progetti nessuno, interventi straordinari men che meno, eccettuati quelli para-bunga del re bunga-bunga.
L'Italia crolla, alle spalle di paesi imbarazzanti, in posizioni penose se non vergognose, in quasi tutte le classifiche internazionali. Qualsiasi parametro qualificante venga preso in esame ed analizzato, i nostri competitori sono localizzati nel terzo mondo più profondo.
Nelle statistiche interne poi, i dati non sono migliori: crescita zero, disoccupazione ordinaria alta, mentre quella giovanile sfiora addirittura il 30%, dei quali, una parte consistente, non cerca nemmeno più un lavoro! Una situazione che, in teoria, dovrebbe coerentemente provocare sgomento, indignazione, protesta, forse rivoluzione, almeno nelle coscienze, ed invece niente; olé, giù bunga-bunga per tutti.
A questo punto e con tali presupposti, mi viene spontaneo pronunciare l'espressione tanto abusata nelle fiction e nelle serie di telefilm ambientati in ospedali e pronto soccorso: "La stiamo perdendo..." l'Italia.
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