Notizia: il fronte No Kids si allarga. Sempre più ristoranti, alberghi, compagnie aeree, vietano l'accesso ai bambini o fanno di tutto per scoraggiarne l'utilizzo. Dopo "questo non è un paese per vecchi" e "questo non è un paese per giovani", siamo arrivati a "questo non è un paese per bambini".
Confessiamolo: chi ha la forza di restare impassibile di fronte ad un piccolo rompiballe, urlante, lamentoso, esagitato, capriccioso o scatenato? Nessuno, è chiaro; ma è proprio indispensabile giungere fino al divieto assoluto, alla discriminazione in toto dei bambini? Posso arrivare a comprendere le motivazioni di una presa di posizione così intransigente, ma non quegli adulti che l'hanno fatta propria. Chi sarebbero poi questi promotori, santi-protettori della propria ed altrui tranquillità: single, coppie con o senza figli; giovani, maturi, anziani? Possibile che nessuno di questi sia stato rompiscatole da piccolo?
Siamo certi infine che gli unici colpevoli siano i bambini? È infatti assodato che la causa di gran parte dei comportamenti infantili di questo genere risieda nella stessa famiglia d'origine e che la responsabilità della scarsa o nessuna educazione dei figli, sia quasi sempre attribuibile ai genitori. In sintesi, cafone il babbo, cafoncelli i figli; maleducata la madre, maleducati i pargoli; una correlazione stretta e diretta tra causa ed effetto. Credo vi sia capitato ed abbiate ben presente quei begli esempi di adulti che parlano sempre a voce troppo alta, quando sono al telefonino di più, quelli intolleranti che ce l'hanno con tutti e trattano male chiunque, quelli che non gli va mai bene niente e che protestano per tutto, quelli furbi che appena possono fregano il prossimo, quelli egoisti, quelli sopra le righe, sempre, ovunque, comunque; si, proprio quelli. Sono convinto che gran parte dei fautori del fronte No Kids siano annoverabili tra questi profili e che addirittura siano essi stessi genitori di piccoli rompiballe (lasciati ai nonni, a casa) in incognito.
Concludo con una richiesta: perchè non ampliare il fronte dell'intransigenza ed allargare la disciminazione anche ai genitori delle piccole pesti e a tutti quegli adulti, singoli o coppie; maleducati, cafoni ed incivili che sempre più spesso, a qualsiasi latitudine e longitudine, mi ritrovo come compagni di viaggio, in vacanza o di semplici soggiorni, che infestano le camere vicine alla mia o si sistemano al ristorante al tavolo più vicino tramortendomi di chiacchiere urlate a tutta voce, quelli che appena mi distraggo mi fregano il posto in fila al check-in, quelli che, invariabilmente, occupano tutti gli ombrelloni in prima fila e che non ti salutano mai... e queste non sono cose che fanno i bambini.
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