Scriviamo queste poche righe, rintanati in cantina, al lume di un mozzicone di candela, dopo aver ascoltato su Sky Tg24 la drammatica testimonianza della Gelmini che ha raccontato come Pisapia non sia altro che un moderno cavallo di Troia per consentire alle orde comuniste più estremiste di impadronirsi e mettere a ferro e fuoco Milano. Così, abbandonato il nostro appartamento alle razzie e ai saccheggi che di certo seguiranno questo nefasto risultato elettorale, raccolti pochi ricordi di famiglia e le vettovaglie necessarie per resistere qualche tempo, siamo scesi nel semi-interrato e ci siamo nascosti.
Meno male che, dai vari dibattiti televisivi, i nostri amici del Pdl ci tengono informati su quello che succede nelle strade; non come dice quel mangiapreti-comunista di Cacciari, che ha osato addirittura contraddire e prendere per i fondelli l'immacolata-concezione beata Mariastella, affermando che. se quel maoista barricadero di Pisapia è un estremista, lui è un mongolo: bugiardo, falso e mentitore, tutti sanno che è un filosovietico mangiabambini senzadio.
Per ora ce ne stiamo qui e aspettiamo con terrore di sapere cosa succederà e quale sarà il nostro tragico destino. Sentiamo già la mancanza del nostro adorato Silvio e delle sue parole cariche di fiduciosa positività e di incoraggiamento; non sappiamo se è ancora vivo, alcuni dicono sia fuggito sui monti, rifugiandosi nei boschi con un manipolo di fedelissimi per organizzare la resitenza anti-comunista e il concorso Miss Eco-Bunga-Bunga; speriamo solo che sia riuscito a sfuggire alla caccia spietata dei bolscevici sanguinari che, corrompendo ed imbrogliando, hanno espugnato pure la sancta santorum di Arcore e che subito hanno assalito villa San Martino, trucidando tutte le duecento amazzoniomaggio del fraterno amico Gheddafi al nostro amato Papi, e incaricate della sua protezione. Duecento poppute guerriere-mignotte incaricate di vegliare su di lui... sotto di lui, sopra di lui, in piedi, in ginocchio, prone e piegate davanti a lui.
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