lunedì 30 maggio 2011

NUCLEAR-FREE, dopo l'Italia, anche Svizzera e Germania

Perchè non leggere l'addio al nucleare di Svizzera e Germania in questa nuova chiave, con noi italiani - per una volta - in anticipo sui tempi e gli orientamenti?
Perchè, stare qui ad aspettare i giochetti di una politica inetta che per rispettare il patto corruttori-corrotti è disposta a tutto, anche a negare ai cittadini il diritto ad esprimersi in un referendum popolare? Un potere che quando promette "a qualcuno" - lobby o mafia che sia - "qualcosa" che diverrà un potente generatore di appalti e tangenti - la costruzione di centrali nucleari, piuttosto che il ponte sullo stretto, o l'expò, o altro - non può permettersi di non mantenere la promessa e lo farà a tutti i costi - come vediamo con il referendum sul nucleare - perchè sarebbe troppo rischioso, sotto tutti i punti di vista, rimangiarsi la parola data o tirarsi indietro.
Perchè non aprire gli occhi e cercare di leggere e comprendere la vantaggiosa opportunità offertaci dal nostro gap nucleare, sotto il profilo del turismo ambientale ed eco-sostenibile, di sfruttare quindi nel marketing e nella promozione del turismo nazionale il nostro stato di paese e di contesto naturalistico "nuclear free" come plus determinante, in aggiunta a quello culturale ed eno-gastronomico, per recuperare posizioni in un settore per noi strategico ed economicamente potenzialmente sempre più rilevante?

Nessun commento:

Posta un commento