venerdì 6 maggio 2011

Nuova stagione terrosistica - Dirottato autobus da Milano a Cinisello Balsamo

C'era da aspettarsela e tutti i servizi di sicurezza ne avevano preannunciato la prossima messa in atto. La ritorsione per la cattura e l'uccisione di Bin Laden ha già dato il suo primo frutto avvelenato, a Milano, dove, in viale Fulvio Testi, con una imprevedibile quanto fulminea azione di commando, una agguerrita micro-cellula terroristica ha catturato e sequestrato un autobus della linea urbana 31, tenedo sotto la minaccia delle armi il conducente e i pochi passeggeri a bordo.
L'eroico nonchè coraggioso ed astuto conducente, subito proposto per l'assegnazione della medaglia Ambrogetto in simil'oro al valor dell'Atm, facendo finta di accogliere la richiesta del terrorista di dirigere l'autobus a tutta manetta verso Cinisello Balsamo e senza fermate intermedie, ha azionato il pedale d'emergenza che, nella sala operativa, fa scattare l'allarme anti-terrorismo e attiva le unità di commandos speciali dell'Atm, gli ormai famosi ed osannati Brumista-seals che, per non dare nell'occhio, sono immediatamente scattati all'inseguimento dell'autobus 31 dirottato, utilizzando un altro autobus 31-rosso-barrato, travestiti da scolaresca giapponese in gita.
Una menzione speciale va assegnata di diritto anche al comportamento temerario tenuto da una parte dei passeggeri in ostaggio; i quali, resisi conto che fotunatamente, non si trattava di un attentatore kamikaze, hanno cominciato a tentare di comprometterne l'autostima, chiamandolo affettuosamente: pirla, bigul, ciula e mandandolo calorosamente a dar-via-i-ciapp. Mentre, l'altra parte degli ostaggi, con atteggiamento freddo e dignitoso, ha preferito gettarsi in corsa dai finestrini urlando come ossessi.
Alla fine, approfittando di un momento di distrazione dell'attentatore, il conducente, con mossa fulminea e gran sprezzo del pericolo, arrestatosi ad una fermata obbligatoria, sfidando la ritorsione violenta e sanguinaria del terrorista, aperte le porte, ha consentito ai Brumista-seals di dare l'assalto all'autobus, vociando come una frotta incontenibile di giapponesi, accecando il pericoloso soggetto con i flash delle macchinette fotografiche e disarmandolo con la classica domanda: "Tu fale noi foto, plego? Tu plendi macchina fotoglafica e fai foto menlte noi tenele te pistola." facendolo così cadere, grazie all'addestramento all'uso delle armi psicologiche, nella trappola appositamente approntata.
Subito tradotto in catene al più vicino deposito dell'Atm, sottoposto a stringente interrogatorio ha, alla fine, confessato che l'obiettivo iniziale dell'attacco era farsi portare a Cinisello agratis, ma che poi si era ricordato che doveva prima passare dal tabacchino a giocare il lotto.

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