giovedì 30 giugno 2011

Manovra: indietro tutta!

Per cortesia, non dedicatevi alla manovra, piuttosto andate al mare.


Appello.
Per cortesia: non dedicatevi alla manovra,
lasciate stare la riforma della giustizia e quella costituzionale.
Piuttosto, andate al mare (come avete fatto per i referendum).

Buffoni, inetti e codardi. Anche cambiandone l'ordine, la manovra fiscale rimane da BUFFONI, INETTI e CODARDI

Come si dice: l'aritmetica non mente. Infatti, invertendo o cambiando i fattori, il prodotto non cambia; conseguentemente, se si può disporre solo di fattori quali buffoni, inetti e codardi, pur invertendone o cambiandone l'attribuzione, anche inserendo una variabile temporale di venti/trent'anni, il risultato (o prodotto), per noi cittadini, drammaticamente non cambierà per nulla. 
Ora come allora, disponendo esclusivamente di buffoni, inetti e codardi, avremo quel che ci meritiamo e ci ritroveremo quindi una manovra fiscale da BUFFONI, INETTI e CODARDI, da vecchi decrepiti aggiungerei, visto quanto assomiglino alle peggiori performance in tema di fiscalità della storia politica del nostro paese, avendone sintetizzato tutti gli aspetti e le "trovate" più penose e scontate: dal super-bollo (solo a scriverlo trattengo a stento un conato di vomito) su fuoristrada (allora), oggi suv; ai ticket sulle prestazioni del pronto soccorso (chi era quel buffone, inetto e codardo che strombazzava tronfio come un rospo arrapato, che mai e poi mai avrebbe introdotto una misura tanto illiberale!); al consueto, abituale, scontato (quasi penoso) "aumentino" delle accise sui carburanti.
Tagli agli sprechi ("coccole" per quel ministro pidielle senza-vergogna) della classe politica e della pubblica amministrazione; incremento peso fiscale su rendite finanziarie e grandi redditi: zero.
47 miliardi di euro da succhiare, goccia dopo goccia, in perfetto buffon-inett-codardo style, dalle vene già prolassate degli italiani, quelli che già pagano il resto. Il tutto diluito in maniera da gravare oppressivamente sul prossimo governo che, mi auguro, non sia più quello di questi BUFFONI, INETTI e CODARDI.


martedì 28 giugno 2011

Rotondi: dobbiamo difendere i privilegi della Casta, tanto più sputtanati di così

Devo aver letto male; non può essere che un ministro (minuscolo pure lui) se ne esca con una frase così brutale ed arrogante, di tale e tanta bassezza da poter essere paragonato ad uno sputo in faccia. Si, uno sputo dritto sulla faccia dei cittadini italiani normali, quelli senza tutele e privilegi, senza benefici e prebende, ma con tanti doveri e tali problemi da risolvere da non riuscire più a capire cosa fare e da che parte girarsi per far tornare conti che non tornano più.
Gente disperata, eppure dignitosa e pronta a farsi carico, per l'ennesima volta, delle necessità di uno stato sull'orlo della bancarotta e di una classe politica talmente schifosa e senza vergogna, da riuscire, chiamata a fare la sua parte (minima) di sacrifici e rinunce, di venirsene fuori, per bocca di Rotondi - ex dc ora pdl - ministro per l'attuazione del programma (ma di chi, sicuramente non il nostro), con una semplice constatazione: visto che la gente ci detesta, per evitare di doversene andare tutti a casa, i privilegi della casta vanno tutelati al massimo e i parlamentari vanno addirittura coccolati, invece di minacciarli con tagli e riduzioni, tanto più impopolari e sputtanati di così...
Quando si dice parlar chiaro e non nascondersi dietro un dito: un bell'esempio di politica-verità, complimenti; però, se permette, il dito...

Prodi pronto a guidare l'opposizione. Avvisatelo che si, effettivamente si è liberato un posto, ma da rockstar

giovedì 23 giugno 2011

Cambia il vento... è l'opposizione, bellezza



Cambia il vento e infuria la cagnara,
alleanze rotte e pur bisogna andar
a
costruire la nuova opposizione
sola speranza per l'avvenir.
A
costruire...


Se l'opposizione è patria del ribelle,
ogni ribelle a lui (b.) toglie il respir,
nella battaglia lo guidano le scelte,
cuore, cervello e braccio per colpir.
Nella battaglia... 


Se Berlusca parla con Di Pietro,
dura vendetta verrà dal
pidì;
ormai
segnata è già la dura sorte
del
Tonino vile e traditor.
Ormai
segnata... 


Cessa il vento e smette la cagnara,
è qui la festa pensan nel pidì,
che ci frega della coalizione;
vai col liscio e le costin!
Che ci frega...


Testo originale: Felice Cascione - Musica originale: sul tema russo "Katiuscia" - Anno: 1944

Di Pietro parla con "lui": più facile farlo con B. che con "la santa opposizione"

PDL: da partito dell'amore, a partito del livore

Maggioranza più che blindata, mummificata

Numeri bulgari per la fiducia la governo, talmente esagerati e in contrasto con la situazione reale della coalizione di maggioranza e del paese da rasentare un nuovo, forse inedito paradosso politico: una maggioranza più che blindata, addirittura mummificata, con b. in versione bagnarola, che pur di mantenersi a galla, scarrocciando in balia delle correnti, muta ad ogni minuto, in funzione della deriva del momento, rotta e destinazione; mantenedo comunque l'arroganza di un ammiraglio da vasca da bagno e strabattendosene della figura barbina.
Contando sui costosi puntelli dei "responsabili irresponsabili non più totalmente responsabili ma responsabili q.b.", sulla pseudo-fedeltà mugugnante di una Lega sgangherata e molliccia e sull'affetto (chissà QUANTO bene ci sarà voluto) scodinzolante di un Bossi pugilatore - che dovrebbe piantarla di tirare pugnetti a tutti, perchè farlo non lo fa sembrare più forte o agguerrito o feroce, bensì solo penoso e fragile come un vecchio pugile suonato - b. è arrivato a trincerarsi dietro 320 voti di fiducia, sulla qualità dei quali sarebbe opportuno sorvolare, ma sulla tenuta, niente da dire: blindato lo è per davvero.
Non solo, qui siamo di fronte a qualcosa di ben diverso e, parrà strano dirlo, molto divertente; siamo al cospetto del primo premier, governo, maggioranza, incartapecoriti, letteralmente mummificati per auto-tumulazione volontaria: si sono costruiti una magnifica e poderosa piramide, baluardo inattaccabile e simbolo perenne, a presente propaganda e a futura memoria, per difendere, glorificare e magnificare le gesta (inesistenti) di un premier (indecente) e di un governo (inetto).
Purtroppo, b. (ormai giù di memoria) si è scordato che la piramide è impenetrabile, in entrambi i sensi, sia che si voglia accedervi che uscirne; ma, innanzi tutto, che è una tomba.

Emergenza spazzatura a Napoli: se strade piene, tenete a casa plastica e cartone

domenica 19 giugno 2011

Lega a Pontida: la vecchia guardia giura "Prostata dura, senza paura"

 
A Pontida, il gruppo dirigente leghista, pur se invecchiato, ha rinnovato il patto rivoluzionario con il suo popolo, al grido di: "Prostata dura senza paura"

Tramonto a Pontida: niente urlo alla Braveheart, bensì belato da castrati

Che delusione: da Pontida ci si aspettava un urlo stile Braveheart, non questo belato da castrati; evidentemente quello che era "il cuore impavido" della Lega, corrotto dal potere e dall'ambiente romano, si è trasformato in ventre molle, perdendo per strada le palle della fase rivoluzionaria.
Tutto questo è finito e per sempre, il popolo leghista deve finalmente capirlo ed accettarlo, una volta per tutte: quella Lega non esiste più e non potrà tornare ad esserlo mai più.
Da movimento popolare è diventato, a tutti gli effetti, partito politico di potere e governo, con tutte le negatività che questo comporta; non è più rilevabile alcuna differenza con la vecchia DC o PSI, l'una e gli altri vecchi dinosauri della cosiddetta prima repubblica, ragionano e respirano allo stessa maniera: sempre più romano-centrici e romano-dipendenti, distanta oramai anni lucedalla propria base.
Il dispiacere maggiore lo si prova per il popolo leghista, quello vero, rimasto "duro e puro" come alla fondazione; quello che Roma l'ha vista solo sulle cartoline o in fotografia; quello che torna sul pratone di Pontida con lo stesso autentico entusiasmo esagerato e sopra le righe di una volta e che, drammaticamente, non si rende ancora conto di quanto, questo gruppo dirigente ormai sciupà e preda solo della paura di perdere il potere e i privilegi romani, lo stia usando solo per salvaguardare se stesso.
Ma che razza di ultimatum è quello che, oltre a chiedere di smetterla con i bombardamenti o le missioni all'estero, ha la faccia di tolla di chiedere pure di abbassare le tasse o di spostare i ministeri a Milano, ben sapendo, come parte del governo, che non si potrà fare.
Tramonta, su Pontida, il sole delle alpi sul sogno leghista e gli ideali padani.

venerdì 17 giugno 2011

SuperPapiPompetta - il ritorno a villa certosina

Guardo le foto pubblicate sull'Espresso e condivido in pieno il significato attribuito, attraverso il titolo scelto "Voi quorum, io papi" per questo servizio, all'umore di b.
Mentre la parte sana del paese si metteva in fila, non verso il mare, bensì fuori dai seggi per recarsi a votare i referendum, b. (tuttominuscolo), indossati i panni da "SuperPapiPompetta" - il supereroe di escortville, il benefattore maskarato dell'olgettina, l'acrobatico postribolista indistruttibile di arcore, il gran cavaliercavalcatore dell'ordine delle devote di san martino scampagnaro, l'abatebavoso e manolesta di villa certosa, il trombobonificatore magnifico di autocontanti - con un paio di gnocchette al seguito, si è fiondato nella sua villa in Sardegna per mettere in scena ed interpretare la farsa del grande b. nel ruolo tanto invidiato di papi - attorniato da giovani e belle contantadoranti - che coerentemente va al mare invece che a votare; sempre ben attento a fare il possibile per esporsi al meglio agli scatti dei paparazzi - sicuramente presenti ed appostati nei paraggi - frequentando le zone più scoperte ed esposte del parco, e arrivando addirittura a salire fin sul tetto (ma pare che volesse arrampicarsi pure sull'antenna della tv) della villa, pur di mettersi in bellavista (si fa per dire).

giovedì 16 giugno 2011

A Pontida la Lega per rinnovarsi si affiderà alle primarie

Sulla falsariga del Pd e della sinistra e battendo sul tempo il Pdl, anche la Lega, per il proprio rinnovamento interno e la scelta dell'erede di Bossi (Trota escluso), ha deciso di affidarsi alle primarie che, visti i recenti disastrosi risultati elettorali, si terranno nel luogo simbolo: il pratone di Pontida.
Il popolo leghista avrà così l'opportunità di scegliere direttamente il nuovo "lider" e rinnovare il gruppo dirigente, entrambi assai rammolliti dalla dolce vita romana e conseguentemente non più coerenti con la durezza padana tanto apprezzata dalla base.
Il sistema elettorale adottato per queste primarie, di ispirazione celtica, è semplice, efficace ed inequivocabile: vincerà e verrà eletto chi mangerà più costine e salamelle e berrà più birra senza vomitare o svenire (il rutto libero è consentito).

Basta, qualcuno dia il ddt a brunetta (sempre più minuscolo)

Non ha smesso un secondo; sono più di ventiquattro ore che, come un moscone rimasto confinato in casa, svolazza istericamente in giro per la stanza, andando continuamente a sbattere, sempre più violentemente, contro la finestra chiusa, alla ricerca di una via di fuga che non trova, con il risultato, ad ogni nuovo impatto (sdeng!) contro il vetro, di ritrovarsi più nevrastenico e rintronato di prima.
Va avanti così da ieri, senza interruzione e senza sosta, con l'aggravante, essendo ad ogni nuovo sdeng sempre meno lucido, di non preoccuparsi minimamente di essere coerente o dire cose sensate; da buon berluscones, in perfetto cav-style, sbattendosene altamente del giudizio della gente, dice e si contraddice senza soluzione di continuità, occupando tutti i media disponibili, alzando al massimo il rumore di fondo per cercare di rendere, dichiarazione dopo dichiarazione e intervista dopo intervista, sempre più confusionario lo svolgimento dei fatti e difficoltosa l'interpretazione del suo modo di comportarsi, indubbiamente ed inequivocabilmente indecente.
Adesso basta, questo continuo zzz, sdeng! zzz, sdeng! zzz, sdeng! ci ha veramente rotto; sarebbe ora di piantarla e di fare un po' di dignitoso silenzio (inutile aspettarsi nient'altro da questo concentrato di arroganza). Perciò, chi ha il flit, si faccia avanti.

Una precaria scrive a Brunetta: Caro ministro...

Da leggere

Una precaria scrive a Brunetta

mercoledì 15 giugno 2011

Stracquadanio, Straguadagno (o come ti chiami): gli smanettoni fancazzisti della rete siete voi

Caro stracquadanio o straguadagno (o come c... ti chiami), come inconfutabilmente dimostrato dalle numerose foto dei parlamentari in aula che, durante i lavori camerali, navigano tra siti porno o alla ricerca della vacanza più conveniente, siete voi fancazzisti istituzionali a smanettare senza neanche bisogno di aspettare le quattordici; inutile cercare di addossare ai dipendenti pubblici l'etichetta di perditempo digitali per poi arrivare addirittura a affemare che siano la manovalanza della sinistra in rete che gli fa perdere le elezioni... ma va là; non sapendo e non comprendendo nulla del web, evitate di parlarne o di ironizzare penosamente, magari offendendo della gente che non c'entra nulla; rassegnatevi, siete analogici (e il termine non ha implicazione lubriche da bunga bunga di governo) e morirete analogici, anche se utilizzate (sicuramente male e in maniera limitata) il pc.
Finchè potete e la demenza senile e l'alzheimer ve lo consentono, restate concentrati su ciò che conoscete, per esempio la famosa videocassetta del cav.: famigliare, conosciuta, politicamente inerte.
La rete non è di sinistra o di destra, non è vostra o nostra; alcuni (noi) la conoscono meglio e, quindi, utilizzandola per lavoro, restano costantemente collegati e possono inserire commenti o intervenire a qualsiasi ora, senza trascurare impegni e doveri (che, in ogni caso, non paghi certamente tu).
La questione è culturale e curiosamente assimilabile al settore della televisione e dei programmi d'informazione; nonostante b. abbia televisioni sue, una posizione dominante di controllo relativamente a parecchi canali di altri e abbia scritto la storia della tv moderna in Italia, ha scritto quella della televisione privata commerciale, mentre quella della rai ha altre radici storiche e culturali; conseguentemente, ciascuno è bravo a fare i programmi in linea con la propria preparazione: mediaset, intrattenimento e reality; gli altri, Annozero, Ballarò, Report, Che tempo che fa; ed ecco perchè Radio Londra fa pena, Sgarbi peggio.
Ciascuno faccia ciò che sa fare, ma riguardo il web, caro stracquadanio o straguadagno (o come c... ti chiami), non c'è confronto o competizione: la rete è nostra perchè siamo più preparati e capaci.

brunetta (minuscolo) insulta precari: voi la parte pegggiore d'Italia

Ha fatto bene brunetta (irrimediabilmente minuscolo) ad incazzarsi: come si permettono questi precari bastardi e fancazzisti certamente recidivi, invece di starsene buoni buoni in fila allo sportello per il lavoro (ovvero, ufficio di collocamento) di osare interrompere, anzi aggredire e brutalizzare sua modestia, senza rispettare ruoli e peso istituzionale.
Delinquenti organizzati dall'estrema sinistra comunista e stalinista, maleducati (quasi sicuramente puzzolenti) e arroganti (loro, eh), hanno costretto lui, baluardo dell'impegno e sacerdote dedito al culto del merito, ad abbandonare il confronto democratico, civile e molto-molto preparato.
Povero ministro, lo hanno praticamente lapidato d'insulti, dimenticando quanto bene abbia fatto a questa nostra stanca e depressa patria: aver risollevato, riorganizzato e reso efficente il baraccone della pubblica amministrazione; un vero eroe, un paladino del bene assoluto.
Peccato questa caduta di stile, perchè va a peggiorare un profilo già incrinato; infatti pare, dicono, si mormora, che b-. sia noto per essere assai spilorcio - "braccino corto" proprio a lui non si può dire, sarebbe troppo cattiva - e di tirare il prezzo dei compensi delle prestazioni orali estemporanee, probabilmente perchè dovute ad una escort precaria - il peggio del peggio dell'Italia - e non di ruolo, o a libro paga olgettine o con contratto a tempo indeterminato.
Caro b-., hai fatto bene a fargliela vedere, sei un mito e ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per noi e per il nostro paese; ora... quando te ne vai?

martedì 14 giugno 2011

Demagogia fiscale: 3 aliquote, 5 imposte, niente agevolazioni a chi ha il gippone

E bravo il ministro Tremonti, dal suo mentore b. ha imparato la lezione alla perfezione; tanto che nemmeno il cav. sarebbe riuscito a fare meglio.
La finta riforma fiscale presentata, in purissimo stile banditore di pentolame al mercato rionale, è quanto di più demagogico, fumoso e pirotecnico si potesse confezionare in tutta fretta e sotto la pressione dei disastrosi risultati elettorali.
L'enunciato poi, una pietra migliare di semplicioneria e para-dabbenaggine pontida-way-of-life, farcito della dose minima giornaliera di menzogne, consigliata dal protocollo tossicologico di sopravvivenza del ballista equilibrista: "3 ALIQUOTE, 5 IMPOSTE E NIENTE AGEVOLAZIONI A CHI HA IL GIPPONE"... un pizzico di effetti pirotecnici, uno squillo di trombe(tte), un rullo di tamburo e - venite donne, venite, dov'è il fante di cuori? puntate donne, puntate! - praticamente un giochino delle tre carte.
Niente tagli delle spese correnti dello stato, niente riduzione di costi burocratici inutili, niente abolizione di enti, fondazioni, società partecipate inutili, niente eliminazione di insensati balzelli e contro-balzelli, niente abolizione delle provincie... solo demagogia e niente di più.


Tremonti, riforma fiscale da primati: niente agevolazioni a chi ha il gibbone

Italia dei secoli bui: re alemanno minaccia alberto da giussano

Dalla Val di Susa alla Sicilia si moltiplicano i presidi NO CAV

Rai, ieri, Porta a porta, Delitti: da servizio pubblico a "al servizio pubico"

Chi ha deciso di dedicare la puntata di "Porta a porta" di ieri sera, 13 giugno 2011, a schede ed urne ancora calde, quorum storico per un referendum, e un verdetto inequivocabile, ai delitti irrisolti che da mesi e mesi ammorbano la tv spazzatura, come se non fosse successo nulla di importante o almeno di meritevole di attenzione? È stata una straordinaria decisione autonoma di Bruno Vespa (quello stesso che ad ogni scoreggina politica imbastiva puntate e puntate) o è stata una ferrea imposizione dall'alto, dal vertice aziendale, quella stessa dirigenza Rai di yes-man che pochi giorni fa, ha messo alla porta Santoro e chiuso Annozero, a salvaguardia di un servizio pubblico votato ad un servile pluralismo di comodo.
Come il leghista Castelli, con il proprio canone, non voleva più pagare Travaglio e Vauro; così non intendo retribuire l'indecente traspirazione televisiva di Ferrara o il pre-pensionamento dorato del furbo floppista nullafacente Sgarbi; allo stesso modo, non desidero che Vespa, evidentemente esaurito ed inutilmente in onda ogni giorno, continui a lavorare dopo aver, con disprezzo, volutamente ignorato quanto successo ieri e snobbato la voce degli italiani, quelli che pagano lui e questo ignobile e fallimentare servizio pubblico della Rai, oramai al servizio PUBICO di b.

Delusi menagramo: acqua pubblica? niente nucleare? cavoli vostri

Il conteggio delle schede era ancora in corso che già echeggiavano i primi oscuri presagi dei menagramo delusi-vinti. Da trasmissioni radiofoniche e tribune elettorali televisive, conduttori, giornalisti, politici, fiancheggiatori, ospiti, imbucati e cortigiani hanno dato fiato allo scorno della disfatta augurando, a chi aveva votato i quattro si, il peggio: nella gestione pubblica dell'acqua, come se inefficenza e corruzione non esistessero pure nel privato o nel para-privato all'italiana, quello con ex società pubbliche trasformate in finte spa, con al comando i soliti burocrati di stato dai trascorsi pluri-fallimentari e remunerazioni iperboliche; nel soddisfare il fabbisogno di energia elettrica senza l'apporto del nucleare, un nucleare di generazione vecchia, tecnologia obsoleta e tutt'altro che sicure, ma così appetitose per mafiosi e corrotti data la mole di appalti e concessioni da nababbi, magari pure costruite aumentando la sabbia e diminuendo il cemento per garantire anche all'ultimo anello della catena del malaffare di poter lucrare la sua parte; sulla tutela delle istituzioni, dimenticandosi come sempre che se non sei un corrotto, un delinquente o peggio, del legittimo impedimento - incredibile per la nostra casta di indagati - te ne puoi pure fregare.
Vedremo come andrà a finire; nessuno crede nelle favole, ma che verità, correttezza e altruismo stiano solo da una parte - questa o l'altra, quella battuta - non pare credibile, mentre di sicuro le menzogne peggiori e più spudorate stanno dalla parte dei delusi sconfitti menagramo.

lunedì 13 giugno 2011

Berlusconi si è dimesso: ha rimesso il mandato di presidente del bunga-bunga club di Arcore

Notizia flash.
Berlusconi si è dimesso, rimettendo il mandato di presidente del bunga-bunga club di Arcore. Intervistato, ha dichiarato che la sconfitta, quando è inequivocabile va cavallerescamente accettata; comunque, a lui non gliene può fregare di meno perchè, oltre a rimanere presidente dei bunga-clubs di Roma centro e della Costa Smeralda, è stato eletto presidente del bunga-club di Lesmo e della federazione nazionale.

Disfatta PDL: ammirevole aplomb del gruppo dirigente

Grande lezione di civiltà da parte del gruppo dirigente del Pdl che ha reagito con ammirevole aplomb ai disastrosi risultati elettorali del referendum. Esempio encomiabile di nobiltà ed educazione politico-istituzionale e di innata compostezza comportamentale a cominciare dal premier che, dopo essere saltato addosso al collega israeliano Netanyahu durante la conferenza stampa congiunta, tentando di fargli vedere cosa intende per bunga-bunga; una volta scattato l'infoiamento, è fuggito, inseguito dalla scorta, alla volta di villa Gernetto a Lesmo, nuova sede di festicciole e festini, alla ricerca di sfogo, sbraitando al telefonino: Lele procurami subito una cinquantina passeracee da trapanare: Unica sosta, in un negozietto di bijotteria e paccottiglia finto-preziosa dove ha comprato sacchettate di orrendi braccialettini e orribili catenine con pendaglino stile simil-uzbeko.
Il tutto, con Bondi che, aggrappato tremolante come un cagnolino alla gamba del pantalone, lo scongiurava di non abbandonarlo per andare a dannarsi l'anima, il corpo e lo spirito con le meretrici moresche succhia-sangue, declamando un suo poema tragico in versi e in rima.
Contemporaneamente, venuto a conoscenza della disfatta, il ministro della difesa si è asserragliato, con un manipolo di fedelissimi investitori, ex picchiatori fascisti, nei terreni di sua proprietà già identificati e destinati all'Expo 2015, in attesa di congruo riscatto e cospicuo guadagno, minacciando di resistere ad oltranza. Mentre la Santanche, presa dallo sconforto, tentava di limonarsi a tradimento addirittura Pisapia, intervenuto ad un incontro in Assolombarda, eccitata dall'assonanza...
Formigoni, sorridente, democratico ed amichevole come sua abitudine, si è precipitato dal sarto, iscritto a comunione e fatturazione e convenzionato con la compagnia delle o-perette, per ordinare seduta stante il mantello e il tocco di ermellino (scettro e corona del Pdl li ha già).
Gasparri è l'unico felice come una Pasqua, per lo spavento di perdere tutto, gli si sono raddrizzati e rimessi a posto gli occhi.
Perse completamente le tracce del ministro dell'ambiente, fuggita sulle montagne a meditare sulle implicazioni ambientaliste della disfatta dell'atomo-italicus.

Dopo la disfatta la Lega si ritira a meditare a Pontida: 20 anni che ci vanno e non hanno ancora capito a far che.

Risultato referendum: un doveroso omaggio ai vinti

Si. Si. Si. Si.
Tiè.

Calderoli: basta sberle, c'è più gusto a prenderlo in quel posto.

Referendum: gli italiani, un popolo con un quorum grande così

Lega sconfitta. Bossi: tutta colpa del Trota, non è andato al lago

Hammamet: primi sbarchi di pidiellini e legisti in fuga

Hammamet. Primi sbarchi sulla spiaggia della perla tunisina del turismo forzato italiano di pidiellini e di leghisti. Respinta una carretta stracolma di Responsabili definiti dalle autorità tunisine "scilipotame" indesiderabile. Al canto di "partono i bastimenti, per terre assai lontane, cantano a bordo son... forza italiani" segnalata la partenza, dalla Costa Smeralda, di un bastimento a tre alberi (per festicciole e  bunga-bunga) pieno di zoccolame vario e con, ai comandi, Capitan Pompetta, bandana-munito.

Referendum: gli abbiamo fatto un quorum così

Padania... no padania... padania.... no padania....

Bossi rompe il silenzio: referendum inutili, spero che la gente non vada a votare. Paura eh?

La paura indebolisce anche le vesciche padane più dur. Così, dopo la batosta delle amministrative e con le dentiere celtiche della base già serrate sulle sue appendici; Bossi, strabattendosene del silenzio elettorale, compreso che la partecipazione al voto cominciava a salire, dimenticandosi di essere diventato oramai pure lui un bel "pannolone romano assorbitutto e fottitutti", ha sbottato.
La paura è tanta e la consapevolezza, sia di aver puntato sul cavallo perdente sfiancato dalle troppe compagnie succhiacervello, che Pontida potrebbe trasformarsi, da altare della patria padana a suo valhalla personale, lo hanno tirato fuori dagli stracci della decenza e del rispetto delle regole democratiche  (demoche?).
Ormai la metamorfosi kafkiana dell'ex lider ptoto-padano si è compiuta e il suo destino è segnato. Bossi e il suo Trota sono di fatto completamente integrati e parte del generore politico-istituzionale romanesco: preferiscono ciucciarsi un bel gelatone seduti ai tavolini dei caffè e, CONIGLIESCAMENTE, affondare il naso nel pistacchio (verde padano, almeno quello), piuttosto che rispondere alla canagliesca scolaresca terrona che gli è sfilata davanti cantando in coro "Fratelli d'Italia", magari intonando il "Va pensiero".
Pontida si avvicina e con lei la resa dei conti con un popolo del nord per nulla soddisfatto della disfatta elettorale; e lui con tutti i leghisti de-Roma, ci arriveranno - rilassati, belli freschi e profumati - comodamente e mollemente spaparanzati sui sedili di auto blu, di treni e di voli riservati e pagati dallo stato-noi, dopo le consuete vecchie e noiose litanie sulla padania, il nord, il federalismo (criticano tanto l'alleato b. ma ripetono sempre le stesse cose, anche loro, come l'altro), i soliti cori e slogan, si fionderanno, tronfi di potere e di denaro pubblico dei cittadini, tutti insieme a banchettare - in puro stile magna-magna romanaccio - alla faccia di tutti noi.

sabato 11 giugno 2011

Villa Gernetto: da università del pensiero liberale a lubricodromo del cav. pompetta

L'Università del pensiero Liberale di villa Gernetto a Lesmo, voluta da b., per espandere ed approfondire le conoscenze del libertarismo, pur potendo contare sull'appoggio del suo padrone e mecenate, non è riuscita a sottrarsi alle drammatiche conseguenze dei drastici tagli imposti dalla riforma della scuola che ha causato una profonda crisi di identità e di vocazione, unita ad una fase di ripensamento sulle prospettive formative ed educative di un polo universitario innovativo e dichiaratamente votato alla ricerca, esplorazione e modellazione degli scenari politico-sociali globali in prospettiva all'evoluzione del pensiero liberistico nei paesi emergenti.
La prestigiosa e qualificata comunità scientifica aggregata da b. attorno all'ateneo, in funzione dei cambiamenti maturati anche nello spirito fondativo originale dello stesso b., si è ritrovata a dover forzatamente  riconsiderare la mission fondativa dell'ateneo; e lo stesso corpo docente, nel quale spiccano figure accademiche di fama e riferimento internazionale, come il presidente russo Putin, docente emerito, presso l'istituto di "Studi superiori politico-strategici", ha dovuto modificare il piano di studi della propria facoltà a questo nuovo corso; per esempio, il master post-laurea in "Valutazione del rischio di medio termine delle economie di punta negli scenari asiatici" attualmente è stato focalizzato diversamente e ha come tematica "Analisi e selezione comparata delle migliori troike da invitare ai bunga party".

venerdì 10 giugno 2011

Borghezio menato e fermato in Svizzera: scambiato per il batterio killer

Domenica e lunedi allarme meteo al mare e ai monti

Bossi e Berlusconi non andranno a votare per colpa del Trota




Indegnità su Monicelli e immunità parlamentare

Una breve nota su una cattolicissima e cristianissima senatrice, che a suo tempo rese gravi e indegne dichiarazioni pubbliche in aula sulle presunte cause della morte di Mario Monicelli, lesive della memoria del regista e offensive riguardo la moglie e la sua famiglia, e su una istituzione che, nell'arrogante applicazione delle proprie prerogative, con arroganza arriva addirittura a trincerarsi dietro l'immunità (ma sarebbe più corretto definirla impunità) parlamentare per respingere la giusta querela presentata dalla vedova di Monicelli nei confronti della irriguardosa bacia-pile.

"Ciao Mario, scusali... e grazie di tutto." 

giovedì 9 giugno 2011

B. non andrà a votare: teme di ritrovare al seggio la stessa scrutatrice delle amministrative

The Economist: L'uomo che ha fregato un intero paese

Da leggere (per la serie: cheffiguradimm...):

Battisti, Brasile e lato B: Grazie b.

Grazie b.
Grazie, per avere da anni continuativamente sparlato e sputtanato la nostra giustizia e i nostri magistrati, anche nei contesti internazionali più importanti, quelli di più vasta eco e di maggiore ridondanza. Grazie, per aver ripetuto tutti i giorni, centinaia di volte e in tutte le occasioni più inopportune, come un piazzista di pentole da mercato rionale, quanto la nostra magistratura fosse inaffidabile, ideologicamente subalterna e inetta; tutto (si dice) per salvare il suo (pare) flaccido lato B.
Quindi, per favore, ora non faccia la sceneggiata, non mentisca come tuo solito, asserendo di "essere rammaricato" per la decisione del Brasile di negare l'estradizione e scarcerare Battisti; proprio quel Brasile da lei tanto ammirato, il paese natale di tanti meravigliosi lati B di molte "signorine", voraci frequentatrici delle sue festicciole e da lei tanto apprezzati (e prezzati), ammirati e decantati.
Oggi, anche con il suo perfido contributo e a causa del reiterato, irresponsabile comportamento, Battisti e il Brasile, ce l'hanno proprio messo nel lato B: il suo, il mio e quello di tutti gli italiani, giudici compresi.
Grazie ancora b.

Un paese di poveri lo siamo già

Da leggere:
CORRIERE.it

Rai 2011: Anno zero vero

Astenuti biforcuti

Da leggere:
LASTAMPA.it

mercoledì 8 giugno 2011

Se arriva il quorum

Da leggere:

Bossi non andrà a votare, sta ancora esercitandosi a fare le croci

Può una carica dello stato o un ministro invitare a disertare le urne?

Secondo voi, è giusto-corretto-etico che una carica dello stato, alta o "bassa" che sia, un ministro del governo o chiunque rivesta un incarico istituzionale, per meri interessi di partito o di schieramento politico o ideologici, dichiari la propria intenzione di non votare o, peggio ancora, inviti addirittura i cittadini a disertare le urne?


martedì 7 giugno 2011

Ratzinger: no alla convivenza

Ben pochi se ne ricordano

di NO AL NUCLEARE

Rai 1954 - 2011: hanno fatto di tutto e di più per distruggerla

Patto di Arcore: minestrina riscaldata

Voilà, la minestrina riscaldata è servita. Prendete della minestrina avanzata fredda, la pastina ormai sfatta, le chiazze opache di grasso rappreso che galleggiano sulla superficie, versate il tutto in un vecchio pentolino con il fondo abbrustolito e il manico rotto, mettetelo sul fornello piccolo, mescolandolo, con mano malferma, con un cucchiaio opaco dal manico consunto lungo i bordi e, quando sarà  intiepidito, versatelo nuovamente nella ciotola dove era già stato conservato, riempiendola fino a coprire l'alone residuo semi-rappreso e giallognolo e aspirando le volute di vapore brodoso.
Ora chiudete gli occhi e immaginatevi il profumo intenso di un fumante piatto di spaghetti all'amatriciana che, data l'età avanzata e il colesterolo, il dottore vi ha proibito di mangiare e sognate...
Ecco il patto di Arcore tra Berlusconi e Bossi, tra Pdl e Lega; un patto tra vecchi stanchi: l'illusione di una succulenta pasta asciutta, la realtà di una minestrina riscaldata.