giovedì 30 giugno 2011

Buffoni, inetti e codardi. Anche cambiandone l'ordine, la manovra fiscale rimane da BUFFONI, INETTI e CODARDI

Come si dice: l'aritmetica non mente. Infatti, invertendo o cambiando i fattori, il prodotto non cambia; conseguentemente, se si può disporre solo di fattori quali buffoni, inetti e codardi, pur invertendone o cambiandone l'attribuzione, anche inserendo una variabile temporale di venti/trent'anni, il risultato (o prodotto), per noi cittadini, drammaticamente non cambierà per nulla. 
Ora come allora, disponendo esclusivamente di buffoni, inetti e codardi, avremo quel che ci meritiamo e ci ritroveremo quindi una manovra fiscale da BUFFONI, INETTI e CODARDI, da vecchi decrepiti aggiungerei, visto quanto assomiglino alle peggiori performance in tema di fiscalità della storia politica del nostro paese, avendone sintetizzato tutti gli aspetti e le "trovate" più penose e scontate: dal super-bollo (solo a scriverlo trattengo a stento un conato di vomito) su fuoristrada (allora), oggi suv; ai ticket sulle prestazioni del pronto soccorso (chi era quel buffone, inetto e codardo che strombazzava tronfio come un rospo arrapato, che mai e poi mai avrebbe introdotto una misura tanto illiberale!); al consueto, abituale, scontato (quasi penoso) "aumentino" delle accise sui carburanti.
Tagli agli sprechi ("coccole" per quel ministro pidielle senza-vergogna) della classe politica e della pubblica amministrazione; incremento peso fiscale su rendite finanziarie e grandi redditi: zero.
47 miliardi di euro da succhiare, goccia dopo goccia, in perfetto buffon-inett-codardo style, dalle vene già prolassate degli italiani, quelli che già pagano il resto. Il tutto diluito in maniera da gravare oppressivamente sul prossimo governo che, mi auguro, non sia più quello di questi BUFFONI, INETTI e CODARDI.


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