Il conteggio delle schede era ancora in corso che già echeggiavano i primi oscuri presagi dei menagramo delusi-vinti. Da trasmissioni radiofoniche e tribune elettorali televisive, conduttori, giornalisti, politici, fiancheggiatori, ospiti, imbucati e cortigiani hanno dato fiato allo scorno della disfatta augurando, a chi aveva votato i quattro si, il peggio: nella gestione pubblica dell'acqua, come se inefficenza e corruzione non esistessero pure nel privato o nel para-privato all'italiana, quello con ex società pubbliche trasformate in finte spa, con al comando i soliti burocrati di stato dai trascorsi pluri-fallimentari e remunerazioni iperboliche; nel soddisfare il fabbisogno di energia elettrica senza l'apporto del nucleare, un nucleare di generazione vecchia, tecnologia obsoleta e tutt'altro che sicure, ma così appetitose per mafiosi e corrotti data la mole di appalti e concessioni da nababbi, magari pure costruite aumentando la sabbia e diminuendo il cemento per garantire anche all'ultimo anello della catena del malaffare di poter lucrare la sua parte; sulla tutela delle istituzioni, dimenticandosi come sempre che se non sei un corrotto, un delinquente o peggio, del legittimo impedimento - incredibile per la nostra casta di indagati - te ne puoi pure fregare.
Vedremo come andrà a finire; nessuno crede nelle favole, ma che verità, correttezza e altruismo stiano solo da una parte - questa o l'altra, quella battuta - non pare credibile, mentre di sicuro le menzogne peggiori e più spudorate stanno dalla parte dei delusi sconfitti menagramo.
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