Chi ha deciso di dedicare la puntata di "Porta a porta" di ieri sera, 13 giugno 2011, a schede ed urne ancora calde, quorum storico per un referendum, e un verdetto inequivocabile, ai delitti irrisolti che da mesi e mesi ammorbano la tv spazzatura, come se non fosse successo nulla di importante o almeno di meritevole di attenzione? È stata una straordinaria decisione autonoma di Bruno Vespa (quello stesso che ad ogni scoreggina politica imbastiva puntate e puntate) o è stata una ferrea imposizione dall'alto, dal vertice aziendale, quella stessa dirigenza Rai di yes-man che pochi giorni fa, ha messo alla porta Santoro e chiuso Annozero, a salvaguardia di un servizio pubblico votato ad un servile pluralismo di comodo.
Come il leghista Castelli, con il proprio canone, non voleva più pagare Travaglio e Vauro; così non intendo retribuire l'indecente traspirazione televisiva di Ferrara o il pre-pensionamento dorato del furbo floppista nullafacente Sgarbi; allo stesso modo, non desidero che Vespa, evidentemente esaurito ed inutilmente in onda ogni giorno, continui a lavorare dopo aver, con disprezzo, volutamente ignorato quanto successo ieri e snobbato la voce degli italiani, quelli che pagano lui e questo ignobile e fallimentare servizio pubblico della Rai, oramai al servizio PUBICO di b.
martedì 14 giugno 2011
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