lunedì 11 luglio 2011

Italia dilaniata dagli speculatori: premier, ministro del tesoro e governo alla macchia

Darsi alla macchia è espressione banditesca e di probabile origine barbaricina. Richiama alla memoria atmosfere rupestri di anfratti celati nella macchia mediterranea, di rifugi e nascondigli segreti e di briganti, figure molte volte mitizzate, benchè spesso più gentiluomini di nobili indolenti, signorotti avidi e funzionari corrotti, nonostante condizioni di vita al limite dell'indigenza e della disperazione. Un tempo, oltrepassato un certo limite al di là del quale non si ha più nulla da perdere, erano i più miserabili e reietti a "darsi alla macchia" e al brigantaggio, per poter provvedere ai bisogni minimi della propria famiglia e non morire di fame, a rischio della vita.
Oggi ahinoi è il contrario; sono i moderni nobili, signorotti e funzionari: indolenti, avidi e corrotti a sparire e a lasciare il paese che loro stessi hanno contribuito a depredare ed impoverire, in balia dei peggiori, sinistramente simili a loro, gli speculatori-avvoltoi-vampiri della finanza; mentre loro, rintanati chissà dove, pensano esclusivamente a nuove mosse indecenti e malavitose per salvare se stessi e il malloppo accumulato.


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