Questa di oggi, non è più Lega: che sia del senatur, del suo delfino - pardon - trota, dei ragazzotti del coro adoranti, del probabile successore in pectore, di un poveretto che "condivide" il pensiero di un pazzo sanguinario assassino, di un branco di razzisti bifolchi.
Questa, che pur di mantenere ben incollati il sedere alla poltrona romana e la bocca alla mammella italiana, contraria all'intervento in Afghanistan, vergognosamente vota a favore della missione.
Questa, tanto ben allenata con la spartizione di cariche e favori che ha fatto del mantenimento delle inutili province, il suo pozzo di san patrizio di prebende e benefici per i propri lacchè di seconda e terza scelta.
Questa, che batte i piedi come bambocci capricciosi, per aprire ministeri finti nella padania geograficamente inesistente.
Questa, dei pugni alle mosche e con il dito costantemente viagrato, metaforicamente ficcato in quel posto, non alla roma ladrona, ma alla sua stessa gente delusa e abbandonata, lassù in padania.
Questa, che così a suo agio nella melma capitolina da sembrare nativa di lì e che ha fatto proprio tutto il peggio, dimenticando la propria dignità e la ragion d'essere.

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