Neanche il tempo di lasciar scemare l'eco trionfalistica dell'annuncio del "Partito degli onesti", ultima disperata trovata propagandistica salva-chiappe elettorali del Pdl, che già le punte di diamante degli onesti, gli ONESTISSIMI silvio "furbettino dell'olgettino" berlusconi e angelino "pan-y-viño" alfano (entrambi minuscoli, in tutti i sensi), rispettivamente presidente del consiglio e capo del governo l'uno e ministro della giustizia e segretario politico del partito degli onesti l'altro, come zoccole da fogna, zitte-zitte, senza dire nulla a nessuno, nemmeno al ministro del tesoro, il più diretto interessato - con comportamento limpido e cristallino e in tutta onestà - hanno sepolto-celato-nascosto ben bene tra le pieghe della manovra economica più inetta, belluina e codarda della storia di questo povero paese, un comma vergognosamente disonesto e spudoratamente "ad personam et aziendam", per evitare che l'onestissimo b. - povero tappino - debba sborsare l'eventuale risarcimento comminato dalla sentenza d'appello del lodo Mondadori.
Qualora qualche gonzo non l'avesse ancora capito, questo sporco maneggio, ha fatto venire a galla il vero b. e ha reso ecclattanti le vere e uniche motivazioni della sua cosidetta "discesa in campo"e del suo "diventare paladino della democrazia e della libertà" (la sua): il terrore di dover sborsare i dané, perchè, sotto-sotto, è sempre e solo questione di soldi, bellezza!


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