domenica 28 agosto 2011

Lega di governo? No, ciclistica: al via il Giro di Padania

Per la serie "essendo una delle due forze componenti la coalizione di governo in carica; in questo momento di gravità assoluta e di scelte difficili e sofferte, assicurando il massimo impegno, la Lega, responsabilmente, offre il proprio contributo risolutivo: il Giro della di Padania - la corsa ciclistica a tappe attraverso i paesaggi e i villaggi incantati della madre terra natia."
Ci mancava proprio, il Giro della di Padania, ne sentivamo la necessità impellente, sopratutto in questi giorni così vuoti di fine vacanza, di rientro e di ripresa del lavoro: grazie Lega.
Da segnalare, l'arrogante e sconcertante rifiuto da parte di Piacenza, di autorizzare il transito sul loro territorio del caravan-serraglio ciclo-celtico; reso orfano, in questo modo, dell'attraversamento mistico del fiume Po, il grande padre della di Padania.

sabato 27 agosto 2011

Penati: reato prescritto, figura di merda no

Come in un racconto dove la fantasia supera di gran lunga la realtà, niente carcere per Filippo Penati. Il gip incaricato, nonostante abbia tenuto a rilevare "i numerosi e gravissimi atti di concussione" messi in atto dall'esponente del PD milanese, ha infatti derubricato il reato più grave, la concussione, a semplice corruzione, facendo scattare i termini di prescrizione, grazie alla legge ex-Cirielli.
In pratica e per assurdo, Penati è come se fosse stato salvato dal nemico Berlusconi e dalla contestata legge salva-processi, nota anche con il nome di "salva Previti", tanto aborrita dalla sinistra.
In ogni caso, Penati: il reato sarà pure prescritto, ma la figura di merda, no.

B. agopuntura per dimagrire: l'unico rimedio efficace oper i palloni gonfiati

 B. ingrassato, agopuntura per dimagrire: l'unico rimedio efficace per i palloni gonfiati.

Stramba proposta Calderoli-Lega: la tassa patrimoniale sull'evasione fiscale. Ma se evasione è elusione, come tassi qualcosa di cui ignori l'esistenza?

Non capisco. Devo essere io svasato; con l'età, poi, si diventa più lenti di comprendonio. Sono quindi un paio di giorni che mi arrovello, cercando risposte che non trovo, tanto da cominciare ad avere il sospetto che, sotto sotto, covi una delle innumerevoli prese per i fondelli della nostra classe politica, più che probabile, trattandosi della Lega e di quel Calderoli  - ministro per la semplificazione - tanto affezionato ai colpi di scena teatrali o cinematografici, come dar fuoco, sulla piazza di fronte al parlamento e davanti alle telecamere, alla catasta di "leggi dello stato inutili".
Il nuovo punto oscuro è la modifica alla manovra economica proposta sempre da Calderolia e Lega, relativa all'introduzione della TASSA SULL'EVASIONE FISCALE o, come viene pure definita, la PATRIMONIALE SULL'EVASIONE.
Ed è qui che devo ammettere la mia sconfitta intellettiva; perchè non riesco proprio ad immaginare cosa possa significare "tassa sull'evasione fiscale"? A dire il vero, mi sono stupito (e preoccupato per me stesso) che nessun articolo o servizio pubblicato, dedicato a questa proposta, non abbia rilevato alcuna incongruenza e sollevato nessuna perplessità sulla questione.
In pratica e molto sinteticamente: se con "evasione fiscale" si sottintende una elusione alle procedure e ai meccanismi di controllo e di verifica degli organi preposti e, quindi, una "mancata o non conoscenza" dell'esistenza di beni mobiliari ed immobiliari soggetti a tassazione, come si può imporre un tributo, una tassa, sopratutto se tipologicamente assimilabile ad una patrimoniale, su qualcosa di cui si ignora l'esistenza e la consistenza? Prima di proporre una tassa patrimoniale sull'evasione fiscale, non si dovrebbe, riuscire a scoprire ed accertare l'evasione e, di conseguenza, dopo avere applicato ed incassato le sanzioni e le more già previste dalla legge tributaria, assimilare ai redditi questi beni, fino a quel momento, evasi?
Parrebbe semplice e chiaro ma, evidentemente, non lo è.

venerdì 26 agosto 2011

Fine dei giochi: nasce al Meeting di CL a Rimini la nuova DC

 
Non c'è più alcun dubbio. A Rimini, al Meeting di CL, sta nascendo e prendendo corpo la nuova DC. Si compiono così, senza spargimenti di sangue e senza atti estremi - fantastica la regia occulta di questa evoluzione - due rivoluzioni silenziose: l'azzeramento di fatto di Berlusconi, ormai difeso solo da un manipolo di paria e dalle sue "amazzoni in stile gheddafiano", e del suo esecutivo, il prepensionamento coatto di Bossi, suo unico "socio di governo" di peso. 
Ad ufficializzare l'avvento, la massima carica dello stato; dopo di lui, una sequenza ininterrotta di colpi a segno: la messa in quarantena di Berlusconi e Bossi con conseguente sfaldamento di PDL e Lega, l'ufficializzazione di nuove candidature alla leadership (una interna a CL-PDL e una esterna dall'economia ed industria), la parata di tutte le varie componenti che man mano si vanno aggregando in questo "nuovo schieramento di centro di ispirazione cattolica": struttura ed organizzazione di CL e CdO, ex democristiani, componente catto-moderata del PDL e della Lega, critici del PDL e della Lega, Terzo Polo al completo (UDC + FLI + API), componente centrista catto-moderata dell'opposizione (PD + IDV + SEL).
Ora non resta che attendere qualche giorno, il tempo per Berlusconi-Pdl e Bossi-Lega di vedersi franare il terreno sotto i piedi, schiacciati dal peso della propria manifesta incapacità di affrontare e gestire una manovra finanziaria straordinariamente difficile e drammatica, ad ingloriosa e definitiva conclusione di un epoca legata alle false epopee del penoso "il premier e il governo del fare, con le balle" e del "celodurismo" in disarmo.

Braccio fratturato per il senatùr, purtroppo non è quello del dito viagrato

Braccio fratturato per il senatùr, purtroppo non è quello del dito perennemente viagrato.

Manovra economica all'italiana: dire, fare, baciare, lettera o testamento?

Come cantava Fabio Concato nel ritornello di "Bell'Italia" - di F. Concato e F. Premoli, Blu 1996, EMI Music - "i come italiani...", circa il comportamento della classe politica al completo, durante la  discussione in corso della manovra finanziaria, a dir poco dilettantesco, bamboccesco e in puro stile "direfarebaciareletteraotestamento"; adattando il testo del brano, viene da recitare: "i come..." inetti, inadeguati, inadatti, incompetenti, ignoranti, inconcludenti, inabili, inidonei, incapaci, inesperti, incoerenti, inefficaci, incoscienti, indegni, indecorosi, indecisi, indisponenti, individualisti, incolti, indolenti, incongruenti, inconsistenti, inerti, ininfluenti, ingannevoli, ingarbugliati, indecorosi, ingordi, inopportuni, insolenti, inqualificabili, insinceri, insignificanti, insipenti... e chi più ne ha, più ne metta.


giovedì 25 agosto 2011

mercoledì 24 agosto 2011

L'Italia conquista il primato europeo: nella disoccupazione giovanile siamo imbattibili

Grande soddisfazione da partre del governo, delle istituzioni, della politica e dell'economia, hanno salutato la conquista, da parte dell'Italia, del primato europeo assoluto in disoccupazione giovanile under 35, una preziosa dimostrazione di determinazione e una salutare ventata d'orgoglio nazionale, in questo momento di crisi.
Un milione e duecentomila giovani senza lavoro e senza prospettive di poterlo trovare, con il loro perseverante ed ammirevole fancazzismo, ci hanno consentito di raggiungere il primo posto in vetta alla classifica, rendendoci praticamente imbattibili agli occhi degli altri competitors.
Visibilmente compiaciuto ed emozionato, Berlusconi, premier-coach della nostra nazionale, ha ringraziato tutti i ragazzi italiani che con grande determinazione e senso del dovere, allenandosi duramente a cercare senza trovare lavoro, a non aspirare a nulla in futuro e a non fare un cazzo da mattina a sera, mantenuti a paghetta umiliante dagli anziani genitori, fino al raggiungimento del trentacinquesimo anno d'età; lasciando generosamente i pochi posti d'oro super-retribuiti ancora disponibili, ai pochi eletti paraculati trota-figli-di-papà. 
Grazie al duro lavoro e allo spirito di sacrificio dei nostri ragazzi, ha concluso il premier-coach, sono convinto di poter conservare questo invidiato primato, saldamente nelle nostre mani, ancora per parecchio tempo; da parte mia, farò il possibile per incrementare la disoccupazione giovanile, evitando qualsiasi malaugurata iniziativa di sviluppo.

Declinazione all'italiana della manovra finanziaria (una e sempre la stessa): semplice, ordinaria, anticipata, integrativa, aggiuntiva, correttiva, bis, una tantum, straordinaria

È detta manovra economica o finanziaria; da noi, è sempre una fregatura per i più deboli, gli onesti e i "tartassati abituali", ma nel nostro paese, viene fantasiosamente declinata in numerose e ardite definizioni, alla luce della nostra lunga esperienza in fatto di manovre, prive di senso.
Posto che la cosidetta manovra, nella sostanza e per le nostre sostanze, è da sempre una imposizione iniqua, perchè colpisce pesantemente, costantemente gli stessi soggetti, non gli evasori, la nostra casta di "intoccabili", che tutti conosciamo ma che nessuno osa sfiorare, e odiata, in quanto si riappianano sperperi e si tappano buchi di altri; classe politica, amministrazione pubblica, burocrati di stato; resta da comprendere per quale motivo si debba pure "infiocchettarla" con definizioni assolutamente inutili, se non per prenderci ancora di più per il sedere.
Fiorisce così, di volta in volta, la manovra: semplice, ordinaria, anticipata, integrativa, aggiuntiva, correttiva, bis, una tantum, straordinaria e chi più ne ha più ne metta; tutto con un solo scopo: far pagare gli errori ed orrori di altri, sempre agli stessi - questi si - coglioni.

lunedì 22 agosto 2011

Battaglia a Tripoli: appelli affinchè il guardaroba di Gheddafi venga tutelato, dichiarandolo patrimonio dell'umanità

Battaglia a Tripoli: appelli affinchè il guardaroba di Gheddafi venga tutelato, dichiarandolo patrimonio dell'umanità. In città aspri combattimenti e scontri in varie zone con gli insorti all'assalto del bunker presidenziale. Continua, casa per casa, la caccia allo stilista di Gheddafi, ancora irreperibile.

In Italia monta la polemica riguardo chi baciò le mani e si prostrò davanti al rais, innanzi tutto per procacciarsi vantaggi affaristici personali; b. indignato: "Mai fatto il baciamano, ci volevamo bene e lui, in intimità mi chiamava affettuosamente Pier-Gheddafino."

domenica 21 agosto 2011

Perchè il Presidente della Repubblica all'inaugurazione del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione?

La notizia che il Presidente della Repubblica, inaugurerà a Rimini il Meeting di Comunione e Liberazione, sta destando non poca sorpresa. Perchè, proprio Napolitano, così attento al proprio ruolo, ha deciso questa mossa?
Non sarà che l'esperto uomo politico, più che la massima carica dello stato, grazie alla propria sensibilità, sia stato in grado prima di altri, di isolare ed analizzare uno dei pochi segnali chiari che questa crisi, di ora in ora, ci trasmette: fine dell'era Berlusconi e Bossi; polverizzazione Pdl e Lega, inconsistenza e scarsa coesione Terzo Polo, Pd, Idv, sinistra alternativa e liste civiche; lacerazione e frammentazione elettorato cattolico; antitesi e contrapposizione della società civile contro la politica e i suoi rappresentanti; disgregazione causa recessione di qualsiasi forma di corporativismo.
 

Quindi, alla fine, qual'è l'unica forza coesa e politicamente, economicamente, socialmente e religiosamente motivata rimasta in Italia; così organizzata, strutturata ed operativamente eterogenea da sviluppare l'auto-lobbing e divenire essa stessa sistema economico dell'imprenditoria media e piccola - quella ignorata ed abbandonata al suo destino dalla politica dei partiti - parte del tessuto economico nazionale sano.
In Italia, oggi, una piccola impresa che aspira a sopravvivere alla crisi e a continuare a lavorare, è praticamente indotta ad iscriversi alla Compagnia delle Opere by Comunione e Liberazione, da qui l'appellativo di Comunione e Fatturazione, da parte dei detrattori.

In questi giorni, Formigoni trabocca tracotante arroganza, ben consapevole di avere in mano quasi tutti gli assi rimasti in circolazione; d'altro canto, consolidata la componente ideologica, quella religiosa e quella economica, in uno scenario nazionale disastroso e lacerato come quello attuale, quanto credete ci voglia a concretizzare anche l'anima politica del movimento?
La speranza, qualora accada, è che non si trascinino appresso, pure loro, antichi batteri e moderni virus di una politica infetta.

venerdì 19 agosto 2011

Berlusconi, Bossi e il paese che affonda: Titanic Italia, agosto 2011

 
Berlusconi, Bossi e il paese che affonda: Titanic Italia, agosto 2011.

Boss e Berlusca, in equilibrio precario, in piedi sul corrimano a prua del Titanic Italia, mentre la grande nave fende le onde del mare diretta in Sardegna; con il vento tra i capelli e il vuoto sotto di loro, Boss cinge i fianchi dell'amata Berlusca, sorreggendola e chiedendole, quale prova d'amore, di fidarsi di lui, abbandonandosi tra le sue forti braccia padane.


Boss: Ti fidi di me?
Berlusca: No.


Il loro destino fu così segnato.
Poco dopo, al largo di Olbia, per un colpo di sfiga galattico, il Titanic Italia, andò a sbattere contro l'unico iceberg presente, a memoria d'uomo, nel Tirreno in pieno agosto.

Il Titanic Italia, con una profonda falla nei conti pubblici, iniziò ad imbarcare debito in quantità incontrollata. Il capitano Tremonti, in seguito ritenuto responsabile della collisione, lanciò immediatamente l'SOS; purtroppo, il segnale venne captato a bordo del "Force Blu", lo yacht di Briatore, proprio nel momento in cui Nathan Falco strillava istericamente per non aver ricevuto in regalo per il suo terzo compleanno il jet personale che tanto desiderava.


Mentre la nave cominciava ad inclinarsi pericolosamente; allertati dalle sirene, i passeggeri deputati, raggiunte le scialuppe di salvataggio, ingaggiavano una rissa colossale per accaparrarsi quelle migliori.
Con un lamento spaventoso, il Titanic Italia si inabissò, trascinando con se almeno metà dei passeggeri deputati, parlamentari e senatori, e dei dipendenti delle regioni, tutte le province e gran parte degli enti inutili.
Boss e Berlusca, dalla prua, caddero in mare abbracciati, e dopo essersi giurati amore eterno, cominciarono a scambiarsi insulti, parolacce e gestacci, finchè le forze vennero meno e si abbandonarono scivolando sott'acqua, insieme.

Sulla manovra-bis, il patto di governo Pdl-Lega barcolla ma tiene: per quanto?

Pur essendo oramai sostanzialmente diversi, sotto il profilo ideologico e politico, rispetto la loro conformazione originaria iniziale; riguardo la manovra-bis, nonostante il tema lancinante, irto di ostacoli insidiosi e di conflitti, anche interi ai vari schieramenti, difficili da comporre, il patto di governo Pdl e Lega scricchiola, vacilla, ondeggia, barcolla ma tiene. 
Nonostante le reiterate e ripetute minacce di crollo del governo e di rottura dell'alleanza, i due leader alleati del centrodestra, dal carisma sempre più appannato e indeboliti da una situazione sfibrante e senza vie di sbocco, a tratti, si sorreggono e puntellano vicendevolmente, non senza aspri contrasti e profonde divisioni. Ma è palese che, appannati ed obnubilati dagli eventi, non sono più in grado di rispondere coerentemente alle domande ed esigenze dei loro stessi sostenitori; sono giunti esausti, alla fine del loro percorso politico. 
Per il momento, il governo, blindato nei numeri, mostra spesso la trama, denunciando la propria fragilità - una variabile che B&B, non avevano certamente messo in conto - la domanda ora è questa: quanto reggerà ancora il patto, prima di stracciarsi definitivamente ed irreparabilmente?

martedì 16 agosto 2011

Bossi, basta assistenzialismo: escluso me e il Trota, lo stato non deve dare più nulla a nessuno

Oltre alla ciambella di salvataggio della tutela dei "poveracci" e delle "pensioni dei poveracci", l'ultima del senatur - escluso un colorito epiteto rivolto al minestrino Brunetta, poco educato benchè condivisibile per certi aspetti - riguarda l'auspicio che lo stato non elargisca più nulla a nessuno "perchè noi" dice lui "ce la sappiamo cavare e dobbiamo farcela da soli". Basta, stop, fine dell'assistenzialismo statale che riduce alcuni polentoni padani a comportarsi come i terroni, sempre lì ad aspettare aiuto dallo stato.
Scusate, forse mi sono distratto: ma lui, che sfrutta tutto lo sfruttabile della carica ricoperta e dei benefici da essa derivanti, e il Trota, piazzato a nostre spese in politica, anzi calato dall'alto sul nostro groppone, non fanno esattamente la stessa cosa?


Un Governo garante di mafia, corruzione ed evasione: come mai? sarà un caso?

Quando ci si schiera a garanzia e tutela di qualcosa o qualcuno intutelabile, in un certo senso, è come se ci si assumesse la responsabilità diretta del tutelato, dimostrando con i fatti, di salvaguardarne interessi e finalità, condividendone allo stesso tempo motivazione, spirito e azione.
Quando poi questo garante, al suo interno, alberga e difende soggetti dichiaratamente appartenenti o manifestamente collusi con gli intutelabili, diventandone "porta-bandiera e tamburino" - immagine istituzionale e primario divulgatore dell'ideologia criminale rappresentata - esso stesso ne diventa parte integrante, se non addirittura, guida ispiratrice.
Quindi, se il Governo, è rappresentato al suo interno da condannati, o in via di giudizio, o indagati di mafia, corruzione ed evasione fiscale, e tutela e si fa garante degli interessi e dei patrimoni di mafiosi, corrotti ed evasori, addirittura assolvendoli dagli obblighi e dai sacrifici richiesti ai cittadini onesti; se in questa fase drammatica un esecutivo ha la colpevole sfrontatezza di prendere le parti e non "mettere le mani nelle tasche" anche dei mafiosi, corroti ed evasori; ditemi voi di chi si compone o a chi è asservito un governo così...



sabato 13 agosto 2011

Bersani e la contro-manovra del PD: dalla padella alla brace

Bersani, in risposta alla manovra del governo, lancia la contro-manovra del Pd in  7 punti che, sgomenti, proviamo a commentare:
1) prelievo straordinario una tantum sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati (15 miliardi di euro)
- Sono basito (il ricordo della vigliaccata del prelievo retroattivo sui conti correnti brucia ancora): come si può formulare una proposta per sanzionare qualcosa già sanzionato? E si che durante l'iter legislativo e l'approvazione dello scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero il Pd era presente, ma non mi sembra che abbiano fatto nulla per elevare la sanzione o inasprire le condizioni del "condono". Che la si giudichi una furbata o una porcata, è una legge dello stato e chi ha pagato ha assolto quanto richiesto dalla stessa norma; come si può pensare di far pagare una sanzione aggiuntiva su una già versata? Mi sembra da folli.
Piuttosto, mi chiederei: il fisco, l'anno dopo e gli anni successivi, ha controllato e spulciato le dichiarazioni dei redditi di tutti quelli che hanno usufruito dello scudo? Non dovrebbe essere problematico: hanno nomi, cognomi e recapiti di questi evasori di fatto condonati e, il tutto, rientrerebbe nel dovuto e nel diritto, invece di proporre provvedimenti stile "tagliaborse fiscali".
2) misure contro l'evasione fiscale (tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro e 300 euro; l'elenco clienti-fornitori; descrizione del patrimonio nella dichiarazione dei redditi)
 - penoso e ridicolo, ma dove vivete? Tracciare da mille e trecento euro; come non sapessero che i soldi sporchi viaggiano in bustarelle, valigette, sacchetti, borsoni e trolley; che il nero predilige i contanti; o, come ben sanno pure loro, la forma ripulita e legalizzata, con regolare fattura, per consulenze o prestazioni mai erogate.
3) Imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato
 - che cos'è: l'Ici 2 - la vendetta.
4) Dismissioni di immobili pubblici (25 miliardi di euro)
- in Argentina, grazie al ministro Cavallo, la corsa verso la bancarotta cominciò proprio dalla svendita di tutti i beni dello stato.
5) Liberalizzazioni
- se non ci sono riusciti quando governavano, figuriamoci all'opposizione.
6) Politiche industriali per la crescita: tra queste l'implementazione dei recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia
- potreste farmi la traduzione, please.
7) Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica (dimezzamento del numero dei parlamentari; snellimento di Regioni, Province, Comuni; accorpamento dei piccoli comuni; dimezzamento delle province; dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l'acquisto di beni e servizi nella P.A.) 
- avete governato e avallato addirittura "il porcellum"; altro che affrontare queste questioni; questo blabla propagandistico è indecoroso.

Sforzo culturale nella Lega vanificato: il Trota marina anche le lezioni al CEPU


Quante possono essere le espressioni per significare l'impossibilità di assimilare due elementi assolutamente incompatibili? Tantissime: "acqua e olio bollente", "benzina e fiammifero acceso", "fuoco e acqua" e via fino a scivolare nel sarcasmo. Di certo, nessuno avrebbe mai neppure osato sperare di poter accostare due elementi tanto dissimili quanto incompatibili, quali il trota, delfino del senatur e il Cepu, l'istituto per il recupero anni scolastici da parte dei ripetenti "craputuni"; troppo bello per essere vero, invece è così.
Diciamo la verità, fino ad ora, il binomio lega e cultura non aveva brillato significativamente in padania: terra del fare, più che del studiare.
Di conseguenza, si potrebbe affermare che, rispondendo ad una regola aurea non scritta e a leggi ingnote, l'universo riesce a combinare i propri elementi in maniera stupefacente e perfetta e qualsiasi situazione trova alla fine la propria quadratura; e così e stato anche per l'incontro tra il trota e il Cepu.

B. e la manovra: lacrime di caimano, sangue sempre e solo del cittadino italiano

Consueta penosa pantomima di B. - quello che da vent'anni ripete che non avrebbe mai aumentato le tasse e che fino a sei giorni ci rassicurava che andava tutto bene, il paese era sano e la crisi era solo un ricordo - che ci fa sapere, lacrime di caimano comprese, che il suo cuore gronda sangue a dover aumentare le tasse (a voi, pirloni: noi, con i grandi patrimoni, ce ne sbattiamo i coglioni) e a dover mettere le mani in tasca agli italiani (in effetti preferiva infilarle sotto le gonne delle ragazze).
Il premierino col rialzo si è poi vantato dei tagli alla politica, come se avesse mandato a casa metà di deputati e senatori, magari i più fancazzisti e ruba-pane-a-tradimento, eliminato enti e fondazioni inutili, ridotto i rimborsi spese ed elettorali, rivista la remunerazione e la copertura previdenziale dei deputati, rivisti i costi del baraccone al servizio della casta (auto blu e ristoranti compresi), tagliato commissari straordinari alle emergenze, sprechi e costi inutili e viziosi, abolito tutte le province (non solo 36), cacciato ladri e corrotti succhiasangue; niente, nulla di tutto questo.
Il coniglio dal cilindro "il contributo di solidarietà" per gli over 90.000 €/anno: praticamente un'elemosina fiscale: mega-patrimoni, a cominciare dal suo, magari ancora più gonfi con i ricavi dovuti alle speculazioni di questi giorni di furore borsistico, no, nulla, niente, zero.
Gli unici tagli alla politica li hanno apportati alle risorse destinati alla politica e agli enti locali (36 province e i micro-comuni), che saranno costretti a loro volta ad aumentare le tasse per garantire i servizi, massacrando sempre più i cittadini; dando corpo al peggiore incubo leghista, di veder demolire in un minuto il tanto agognato federalismo fiscale, la sola ragione di esistere della lega e di Bossi (che ormai, fa sapere, di essersi rotto i coglioni di lavorare per salvare l'Italia).
Hanno quindi avuto la sfrontatezza, l'arroganza e la colpevole, benchè consapevole, irresponsabilità di TIRARSI FUORI ANCHE QUESTA VOLTA DAI SACRIFICI e di scaricare tutto, lacrime e sangue compresi, sempre e solo sulle spalle del cittadino medio comune, strafottendonese di tutti noi e raccontandoci le solite balle: saranno le utime?


venerdì 12 agosto 2011

Lega al macero: Berlusconi, in manovra, demolisce il federalismo fiscale di Bossi

Lega al macero. Pesantissimi tagli alla politica e agli enti... LOCALI - non vi eccitate, la casta, ha salvato ancora una volta i propri culoni flaccidi - e al welfare sono i capisaldi della manovra da commissariati e possono essere sintetizzati in una battuta: Berlusconi, in manovra, demolisce il federalismo fiscale di Bossi che crolla, schiacciando la Lega.
La vecchia guardia padana, ormai biscottata e in pieno delirio senile, sembra pronta per la baggina; il senatur definendo le riunioni per salvare il paese "una rottura di coglioni", il suo degno compare "speron(i)ato" dichiarando che piuttosto che chiudere le province sarebbe meglio chiudere le questure e il super-bollito-borghezio con le sue esternazioni nazi-celtiche, abbioccati dalle gozzoviglie della politica romana ed europea, si sono fatti affondare pure la ragione d'esistere e la bandiera di guerra leghista: il federalismo.

giovedì 11 agosto 2011

Le maggiori agenzie di rating sono controllate dagli stessi grandi investitori che attaccano gli stati in caso di downgrade

Come volevasi dimostrare. Ce lo siamo chiesto ripetutamente negli ultimi giorni, perchè il sospetto c'era ed era forte, oggi infine un articolo di Mauro Meggiolaro su Il Fatto Quotidiano ci ha purtroppo fornito la risposta che temevamo.
Le maggiori agenzie di rating, quelle che con un downgrade possono scatenare reazioni a catena con pesanti conseguenze sull'equilibrio economico e sociale dei paesi declassati, sono di fatto controllate dagli stessi grandi investitori-speculatori che attaccano stati ed imprese in occasione di abbassamento del rating o del semplice diffondersi di notizie.
Pare inoltre che anche dal punto di vista dell'affidabilità, ci sia poco da star sereni; abbiamo già raccontato come il rating della Lehman Brothers rimase invariato ed alto, fino allo stesso giorno del fallimento; e questo non sarebbe che uno degli episodi poco cristallini di queste organizzazioni.

È pazzesco, folle, inaudito! Ma che razza di gioco perverso è mai questo? Perchè tutti accettano questo meccanismo in cui, alla fine, è chiaro che le vittime saranno sempre e solo i più deboli.

Comincio a non poterne più di questo finto capitalismo finanziario e di questi guru della finanza o dei cosidetti imprenditori di successo, alla b. per intenderci; qual'è il genio e dove sta la bravura se fai tu le regole, se elimini gli ostacoli, se ti spiani il percorso, se determini le regole del gioco? Sarebbe come se un arbitro di calcio facesse parte, allo stesso tempo, di una delle squadre in campo.
Con questi presupposti, qualsiasi inetto o incapace è in grado di diventare "guru".

Trovo tutto questo immorale, questa gente indegna e non comprendo perchè, a livello mondiale, si continui a sottostare a questo gioco al massacro, per giunta truccato.

Scandalo tempi pubblicazione documenti ufficiali: 65 anni per menù ristorante del Senato, quanto per lettera Bce a governo?

A quanti si chiedono come mai, dopo più di 3 giorni, non si sa ancora nulla riguardo il contenuto della lettera inviata dalla Bce al governo, a seguito della quale c'è stato il commissariamento di fatto dell'esecutivo sulle questioni economiche e di bilancio statale, mi permetto di far notare che, solo oggi, a 65 anni dalla costituzione della Repubblica, è stato reso di pubblico dominio il menù del ristorante del Senato.
Lettura istruttiva pure questa, visto che, per magia, il prezzo delle pietanze (verificate voi stessi) servite ai nostri senatori è inferiore al prezzo all'ingrosso degli alimenti di base delle ricette, utilizzati nella preparazione dei piatti; mi resta il dubbio: o scendo e vado a strangolare il mio macellaio che mi mette la stessa carne, cruda, al 500% in più, o mi consolo pensanndo che, dopo tutto, anch'io, benchè in minimissima parte, ho contribuito a sfamare quei poveri senatori.

Resta comunque aperta la questione della lettera della Bce. Perchè non è stata ancora resa pubblica integralmente? Napolitano l'avrà letta? Celarla ancora non fa che aumentare il nervosismo generale; cosa ci sia scritto non è dato sapere, ma dev'essere roba tosta: guardate l'effetto devastante su Letta, da tre giorni non fa che ripetere cantilenando con tono monocorde "Qui crolla tutto, qui crolla tutto".

Possibile? 5 giorni fa questi 5 fresconi erano convinti che tutto andasse bene e che scherzassimo dicendo che non era vero

Per la serie: inadeguati & inetti; come può essere possibile: 5 giorni fa, questi 5 fresconi erano convinti che tutto andasse bene, che la crisi fosse alle nostre spalle (c'era infatti, ma con tutt'altre intenzioni) e che scherzassimo quando dicevamo che non era vero, tanto per fare gli spiritosi o i soliti bastian-contrari di sinistra o porta-sfiga comunisti.



 ... e fra poco nemmeno più quelle

mercoledì 10 agosto 2011

Londra brucia?

Parafrasando il titolo di un famoso film e la domanda "Parigi brucia?" che il 25 agosto 1944 Hitler pose telefonicamente a Choltitz per sapere se la resa della città fosse già stata firmata; oggi come allora, si potrebbe adattare a nuove aree urbane di tensione "Atene brucia?" o "Madrid brucia?" o, perchè no, "Roma brucia?" 
L'estendersi a macchia d'olio dei disordini e delle devastazioni di questi giorni a Londra, in qualunque paese, regione, città, purtroppo è possibile; ovunque sia presente una forte componente di disagio giovanile sociale ed economico.

Concordo in pieno con l'analisi di Massimo Gramellini che nell'articolo "Fine di mondo" (LaStampa.it) è riuscito intelligentemente ad analizzare i fatti di Londra, focalizzando l'attenzione su un particolare discriminante sfuggito a molti commentatori ed esperti ascoltati o letti in questi giorni. Come ha ben espresso Gramellini, questo trascurabile benchè importante dettaglio, fornisce una chiave di lettura innovativa della rivolta di questi giorni, non semplicistica e tanto meno scontata: più o meno tutti i rivoltosi, dai più anziani ai ragazzi fino ai ragazzini, indossano qualche capo firmato, che siano le scarpe da running, la felpa o la tuta. Nelle immagini della rivolta, tra le fiamme e il fumo degli incendi, tra le macerie delle devastazioni di negozi e locali pubblici, durante gli scontri più violenti; abiti ed accessori griffati marcano in maniera completamente diversa questi avvenimenti, e lo fanno in maniera estremamente preoccupante.

Che l'aspetto delinquenziale di quanto sta accadendo sia una componente importante, nessuno lo può negare, ma pur se comodo, non è solo quello; questi teppisti griffati, figli dell'opulenza forzata, rappresentano una disperazione diversa, che non è nemmeno quella della fame come accade oggi nel corno d'Africa dove le tragedie si specchiano in una umanità derelitta e affamata. Qui siamo di fronte alla rabbia esasperata di chi si è reso conto di non contare nulla: per la propria nazione, lo stato e le istituzioni, il governo, la classe politica nel suo insieme, la classe dirigente del paese e per chiunque detenga un minimo potere, qualunque esso sia. Espulsi dalla società e dall'economia, privati di qualsiasi opportunità, magari disoccupati o senza nemmeno la prospettiva di poter trovare un lavoro, improvvisamente si ritrovano, intossicati dal consumismo, a bruciare di desideri e bisogni, continuamente bombardati dalla pubblicità, che non si possono più soddisfare. Via lavoro, sicurezza, denaro, automaticamente svaniscono pure cultura, politica, solidarietà: si viene risucchiati sempre più in basso, in questo gorgo che ti strappa via tutte la sicurezza e la serenità.

Quando gli espulsi da questa macchina infernale del capitalismo finanziario, dove gli speculatori si arricchiscono quotidianamente sulle spalle dei più deboli, diventano un esercito, è nell'ordine delle cose che si arrivi a mettere a ferro e fuoco le grandi città, simbolo di un opulenza negata, per dare sfogo alla frustrazione rabbiosa dettata dall'esasperazione e dall'assenza di qualsiasi speranza. Forse basterebbe qualche cattivo esempio in meno e qualche opportunità in più, per mettere al sicuro il futuro di tutti.

martedì 9 agosto 2011

Per la casta è giunto il momento di tagliarsi via qualche privilegio; se no, saranno i cittadini infuriati a tagliarglielele

La minaccia di una notte dei lunghi coltelli si sta addensando sulla nostra classe politica. Concordo in pieno con quanto scritto ieri sul Corriere da Rizzo e Stella: qualora tagli e riduzioni di spesa della prossima manovra straordinaria - che per i cittadini già tartassati si preannuncia ancor più dura e da "lacrime, sudore & sangue" - la casta (mi scuso con Rizzo e Stella, il termine rimane potente ma la rappresentazione non può che essere in minuscolo) dovesse incoscientemente chiamarsi ancora una volta fuori dai sacrifici di tutti gli altri cittadini, correrebbe veramente il rischio di vedere in faccia quanto la gente sia esasperata, indignata ed infuriata nei confronti di questi inetti, inadeguati ed inefficenti. Se, fino ad ora, lo sapevano - ricorderei l'emblematica recente uscita di Rotondi circa la necessità di tutelare spudoratamente i loro privilegi "tanto la gente ci odia lo stesso" - ma contavano sulla loro immunità e sulla nostra indolenza endemica, oltre al carattere tranquillo degli italiani; ora non ci conterei più tanto, la gente - ripeto - è talmente esasperata, indignata ed infuriata da rappresentare una minaccia concreta. Informo i signori della kasta (la k perchè ben raffigura la deriva da ku klux klan in atto) che non è piacevole venire inseguiti per strada da orde di gente armata di bastoni e spranghe...

lunedì 8 agosto 2011

Alleluja, ci hanno commissariato: B. e governo interdetti di fatto

Alleluja, finalmente istituzioni europee e americane, Francia e Germania, sono riuscite nella missione impossibile di mettere sull'attenti e di farsi ubbidire da b. (oramai minuscolo) e dal suo governo di inadeguati, inetti, indegni, buffoni. In pratica, il tanto sospirato ed inarrivabile esecutivo tecnico, è arrivato con una connotazione sovranazionale che è quanto di meglio poteva capitare, in quanto sposta questo commissariamento di fatto, sul solo terreno accettabile da b. e dalla maggioranza: quello europeo ed internazionale e nell'ambito delle misure d'emergenza causa crisi dei mercati.
L'inetto tappetto, nell'illusione di non aver perso completamente la faccia, nonostante le figuracce da beota raccolte in meno di 72 ore, dopo aver scodinzolato al richiamo di Trichet, Sarkozy e Merkel, se n'è addirittura andato al mare in Sardegna, dimostrando così - qualora ce ne fosse ancora bisogno - una demenziale incoscienza, subito ripresa dalla stampa estera che sta ponendo la pietra tombale sulla credibilità internazionale del villeggiante b. e di tutto il suo carrozzone governativo allo sfascio.
Alleluja, fosse che fosse la volta buona...


Standard&Poor's certificò come pienamente affidabile la Lehman Brothers

Per la serie "chi controlla i controllori" e "chi manovra i manovratori": ritorna alla memoria che l'agenzia di rating Standard&Poor's - la stessa del recente declassamento USA e di altri paesi con conseguenti devastanti crolli dei mercati - classificò la banca d'affari Lehman Brothers (il più grosso buco nella storia economica mondiale), a poche ore dal fallimento, come "più che affidabile".
La domanda nasca spontanea: c'è da fidarsi di gente come questa?

Una badante per il vegliardo B.: sovranazionale, dominatrice, non trombabile

In caso di bisogno... e visto che il nonnetto B. oramai delirante a tal punto da non comprendere che razza di figuracce - anzi, come dice l'amichetto Emilio: "che figura di m...!" - sta facendo con i suoi comici interventi alla Camera e le petulanti esternazioni con battibecco, con argomentazioni frutto di fantasia perversa o di totale perdita di capacità cognitiva. In frangenti drammatici come quelli attuali, non ti fa neanche più invelenire questo vecchietto che dialoga, parlando solo a se stesso, raccontandosi, come un povero demente, una storia che non sono nemmeno più catalogabili come balle, tanto sono grosse ed evidenti; quanto, la resa vocale prodotta dalle sinapsi in cortocircuito di un malato di demenza senile allo stadio avanzato. Insostenibili a tal punto da far vergognare nelle conferenze stampa show di questi giorni, chiunque gli fosse accanto: da quell'altro svergognato mentitore del ministro due-pesi-due-misure dell'economia, arrivato ad un passo dall'aggressione fisica; al bau-bau micio-micio leccatissimo Letta, dalla mimica inespressiva, come quella della maschera di Tutankhamon, se non fosse per le numerose crepe facciali ad ogni nuova bischerata pronunciata da mister B.
Nonostante tutta questa ecclattante e manifesta incapacità di comprendere la portata reale di questo grave frangente, gli italiani, me compreso, beoti, se la sono bevuta tutta la tiritera: iniziata straparlando di governo solido, stabile ed infaticabile (?) e di situazione dove tutto va bene e nella quale non c'è da preoccuparsi (?); continuata, meno di 48 ore dopo, con il governo sempre solido, stabile ed infaticabile (?) ma la situazione seria, pur se non drammatica (?); conclusasi, dopo poco più di 12 ore, con il governo sempre più solido, stabile ed infaticabile (?) e la situazione drammatica ma non tragica... tanto da rendere necessario, sotto le pressioni delle istituzioni europee di anticipare il pareggio di bilancio al 2013, invece di scaricarlo su chi governerà nel 2014, come "furbettamente" predisposto in origine.
Tutto questo con il consueto, e parimenti noioso ormai, accompagnamento del coretto dell'hop-hop-opposizione abbioccata su "passo indietro di B.", "staccare spina", "necessità di governo tecnico"; e la totale abulia di noi cittadini pecoroni, preoccupati più del calcio-mercato che dei possibili orrendi scenari dei mercati finanziari dopo il declassamento USA.
La nostra colpevole ignavia, ha trovato risposta nelle alte sfere delle istituzioni europee che, in barba alle innumerevoli quanto inutili evocazioni del fantomatico "governo tecnico" delle opposizioni, mai nemmeno preso in considerazione dal cocciuto vegliardo, hanno fortunatamente assunto con la forza dell'autorevolezza - come facevano, ai tempi, le suore nelle corsie degli ospedali - il ruolo di governo di tutela sopra le parti, in grado di obbligare i nostri inadeguati inetti, B. compreso, ad agire finalmente.
Una sorta di badante: sovranazionale, dominatrice, non trombabile.

domenica 7 agosto 2011

Record nazionale della vergogna: in Italia 357 suicidi all'anno a causa della disoccupazione

Complimenti Italia, per il record; magari Mediaset lo inserirà pure nella trasmissione "Record dei Record" e lo iscriverà nel libro "Giunness dei Primati" (edito da Mondadori).

Nel nostro paese, all'anno (dato riferito al 2009), a causa della disoccupazione e di problemi legati alla mancanza o perdita del lavoro, 357 italiani, nostri concittadini, si sono suicidati.
Cos'altro aggiungere?

sabato 6 agosto 2011

Chi controlla il controllore? Agenzie di rating e speculatori: causa-effetto

Sarà poi realmente impossibile identificare e colpire gli speculatori che sistematicamente demoliscono economie e mercati, mettendo in ginocchio intere nazioni e provocando la rovina di tanti? Possibile che si vada a cuor leggero a fare la guerra in Afghanistan per stanare quattro talebani o in Iraq per cercare armi di distruzione di massa mai esistite, convinti di poterci riuscire ed impiegando più di dieci anni senza cavare un talebano dal buco e venire a capo di nulla, bruciando pure montagne di danaro, e non si possa sapere chi sono queste sanguisughe dell'economia mondiale.
Le cosidette super-potenze (oramai ridotte male pure loro), quanto tempo ci metteranno a capire che oggi, la guerra, si combatte con i computer in rete; che i soldati non devono saper sparare bensì essere dei maghi informatici (meglio se hacker); e che i campi di battaglia moderni sono le borse e l'intero sistema globale dei mercati.
Altro capitolo, le agenzie di rating; chi le manovra? possibile che siano le uniche organizzazioni infallibili? che possiedano la verità assoluta? Sarò malpensante però, tanto per toglierci la curiosità, comincerei con il rivedere questo loro insindacabile potere assoluto guardando dentro queste organizzazioni e osservando se, per puro caso, i famigerati speculatori non abbiano attinenze o aderenze con queste agenzie; non sarà la soluzione ma, come si dice, "chi controlla questi controllori?"

venerdì 5 agosto 2011

Andatevene: l'imprenditore a gestire le sue aziende, il fiscalista a seguire i suoi clienti, l'ultimo ad allevare il suo trota

Sembrava che il messaggio fosse chiaro e che non ci fosse alcuna possibilità di fraintendimento; dopo i risultati elettorali, quelli referendari e la crescente risposta popolare di ripulsa e di sdegno che accompagna oramai qualsiasi loro scelta o presa di posizione. Non li sopportiamo più e non sopportiamo più l'arroganza di credersi intoccabili e di ritenerci coglioni. Non sono più un riferimento nemmeno per gran parte dei loro stessi elettori, figuriamoci per gli altri che li vedono come "il problema dell'Italia". Avendo perso qualsiasi credibilità e compromesso, in vario modo e a causa di svariate e ripetute scelte scellerate, la loro integrità e dignità morale, sono destinati a non essere più presi in considerazione, a prescindere dalle proposte o dalle azioni e condannati, a priori, dalla pubblica opinione.
Con questi presupposti e dati di fatto: all'imprenditore. al fiscalista, al canotta e a tutta la marmaglia che si trascinano dietro a nostre spese, non rimane che attaccarsi al trolley e tornarsene a casa loro, non solo per le vacanze ma per sempre.

L'imprenditore di successo, sceso in politica e che ha speso tutto il premierato esclusivamente a pararsi - ad personam - il didietro da guai giudiziari personali o aziendali pregressi, iniziati nonostante godesse di protezioni politiche praticamente blindate; e che ieri, attendendo la chiusura dei mercati (se uno ha il culone flaccido, la strizza provoca l'effetto tsunami sulle chiappone), ha avuto la faccia di tolla da ripetere per l'ennesima volta che tutto va bene e lui è stato bravissimo, dimostrando così di essere un vile sbarellato; ritorni quindi ad occuparsi delle proprie aziende, magari riesce a tirar su qualche soldino da investire in borsa nelle sue stesse creature.

Il fiscalista di grido, che tanto era così ricco da non aver bisogno di rubare i soldi agli italiani ma, nel frattempo, agli italiani, mette le mani nelle tasche dei cittadini più fragili con una manovra economica da briganti; che non si è mai accorto che il suo assistente, il cui tenore di vita era superiore al suo, spingeva per incarichi ad amici - tutto questo blaterando in qualità di ministro contro l'evasione e per la pulizia ed il rigore - pagando al contempo in nero un affitto ridicolo per una reggia; torni a seguire i propri facoltosi clienti e a trovare come tutt'ora continua a fare, come fiscalista, tutti gli escamotage per far pagare meno tasse possibile a questi ricconi; ma, non sarà in conflitto con il suo ruolo istituzionale? Troppo furbo o troppo coglione? Chissà, intanto se ne vada via.

La canottiera padana più famosa, ammollata ed infeltrita dall'ammorbidente romano, che ha la faccia di tolla di passare dall'urlo rivoluzionario "roma ladrona, la Lega non perdona" al grugnito porcino "questo è il mio Trota, la lega lo incorona"; torni a strafocarsi di salamelle e costine alle feste agresti dei paesi di una padania che non c'è più.

Infine, la marmaglia di corrotti, corruttori, servi, faccendieri, parassiti, parenti di, amici di, amanti di, scaldaletto di, e di tutto il porcame al seguito di questi, segua il proprio padrone verso casa; qui, avete già preso e rubato tutto, non è rimasto più niente, andatevene.

mercoledì 3 agosto 2011

Finalmente una novità nella politica italiana: non si ruba più per il partito, ma per se stessi

Aggiungiamo un dato di fatto, ormai assodato, al desolante panorama morale nazionale: mentre ai tempi di Tangentopoli si corrompeva e ci si faceva corrompere prevalentemente per il partito; oggi lo si fa solo ed esclusivamente per se stessi e per il proprio guadagno.
In questo modo, assistiamo alla sceneggiata più becera che si possa immaginare: partiti che si chiamano fuori dalla questione - "noi non abbiamo ricevuto nulla..." - giungendo perfino ad auto-assolversi - "... quindi non ne sappiamo nulla." - garantendo al contempo, ai propri iscritti corrotti, la piena fruibilità di tutti gli strumenti di tutela consentiti dalle leggi. Ma non basta, contemporaneamente, non essendo direttamente ed esplicitamente coinvolti nella finalizzazione degli atti di corruzione, appellandosi in maniera spudorata ed inadeguata al garantismo, arrivano addirittura ad offrire a questi malfattori un comodo ed ampio "ombrello protettivo"; insopportabile per un popolo lasciato "a smazzarsela sempre da solo", oramai esasperato di vedere questi veri ladri - che rubano per se e non per il partito - sempre più tutelati e coccolati dai loro partiti.

lunedì 1 agosto 2011

Il sogno: la lettera di licenziamento ad un inefficente ed assenteista rappresentante della casta

Oggetto: Lettera di licenziamento

Onorevole Collega ...............,
con la presente, desideriamo notificarLe che, a fronte della gravissima congiuntura economica in atto e di un incremento incontrollato del disavanzo pubblico, oltre misura gravato degli oneri derivanti dal mantenimento degli organi istituzionali, normativi e dei rappresentanti degli schieramenti politici presenti nelle due camere, oltre alle spese assimilabili alla gestione della pubblica amministrazione dello stato; nella prospettiva dell'inderogabile ottimizzazione dei costi della politica, dell'imprescindibile lotta agli sprechi di risorse pubbliche e all'indispensabile senso di responsabilità dei rappresentanti delle istituzioni, nei riguardi del popolo italiano e del rispetto per i pesanti sacrifici economici sostenuti e della pressione fiscale che ha raggiunto livelli di criticità mai raggiunti in passato, che non consente al sistema paese di crescere sufficentemente per competere con le altre nazioni europee.
In un quadro recessivo così profondo e nell'ottica di un rinnovato rigore ed efficenza nella gestione della pubblica amministrazione, nell'applicazione severa di criteri aziendali di valutazione del merito e di rispetto degli impegni intrapresi con il corpo elettorale, abbiamo avviato una campagna di monitoraggio e verifica delle attività parlamentari personali.

A seguito delle rilevazioni effettuate dagli organi interni competenti, risulta che la Sua percentuale di presenza in aula durante il corso dei lavori parlamentari della legislatura corrente e in occasione delle procedure soggette ad obblighi di presenza, è stata, alla data in calce, del 49% (quarantanovepercento), come dettagliato nella documentazione ufficiale allegata alla presente.
A fronte di tale percentuale eticamente e moralmente insufficente per un rappresentante della classe politica nazionale, nei confronti del popolo italiano, e degli scarsi impegno, assiduità ed efficenza dimostrata, la Presidenza della Repubblica, la Presidenza e il Consiglio dei Ministri, la Presidenza della Camera dei Deputati, la Presidenza del Senato, gli Organi Amministrativi, nell'esercizio delle rispettive prerogative costituzionali ed istituzionali, LA DIMISSIONANO, con effetto immediato, dalle cariche e dai ruoli attualmente ricoperti, revocando al contempo retribuzione, rimborsi spese e benefici previdenziali futuri, immeritatamente maturati.

Le comunichiamo altresì che, entro 24 ore dal ricevimento della presente comunicazione di licenziamento, Le sarà fatto obbligo lasciare liberi studio, postazione e quant'altro da lei occupato e/o utilizzato, all'interno delle strutture pubbliche, sgombrando i suoi effetti personali.
 Le rammentiamo che il provvedimento in essere, prevede, in automatico, la Sua iscrizione nella lista di proscrizione a vita a qualunque carica politica: nazionale, regionale, provinciale, comunale e di comprensorio; e a qualsiasi tipo di incarico nella pubblica amministrazione.
Distinti saluti.

Basta, tutti a casa: sultani, lider, principini, accoliti, servitori, lacchè e ballerine

Forse stiamo assistendo alla fine ingloriosa del furbesco e antidemocratico modello politico alla "berluscossi", nel quale un sultano-prince-lider carismatico coagula attorno a se la sua corte di fedelissimi servitori.
Indispensabili, pochi semplici elementi: una denominazione più marchio commerciale che vessillo politico, e una semplice trovata reclamistica molto popolare (es. no tasse), fintamente ideologica (uno specchietto per le allodole, un falso bersaglio), sotto il quale addensare i propri accoliti, utilizzando lo strumento (il porcellum) misticheggiante dell'investitura personale (non elettorale, come ripetono sapendo di mentire), entrando già a fare parte a pieno titolo, pur senza titoli e storia, della casta.
La propria corte personale, già casta a tutti gli effetti, di premiati, a spese di noi cittadini, ciascuno beneficiato per i trascorsi nei riguardi dei rispettivi "lider": che sia una godereccia pratica sessuale di una esponente della mignottocrazia di casa; come un apprezzato comportamento aziendale di un dipendente lacché e delatore; che sia l'alto yesman dirigenziale, cane da guardia e paravento umano che deve tutto al proprio boss; come l'eroico  consulente succhia-sangue che si immola criminosamente per togliere dai guai giudiziari il proprio importante e munifico cliente; fino al boiardo maneggione immorale e senza vergogna disposto a tutto e a qualsiasi bassezza per denaro (sempre e solo nostro).
Di fronte alla vergognosa quanto arrogante pantomima di questi ometti che stanno demolendo questa nazione, pezzo dopo pezzo, sistematicamente e scientemente, è indispensabile dire basta.
Nonostante sia drammaticamente tardi per il nostro paese ridotto economicamente e moralmente al lumicino, sarebbe salutare che questo sistema para-politico di furbi sultani bugiardi e di servi, inetti, inadeguati e indegni, cominciasse ad implodere, a crollare su se stesso.
Attenzione però, perchè se non dovesse accadere, l'unica speranza per noi cittadini sarebbe demolirlo noi questo obbrobrio e l'unico sistema efficace, lo sappiamo tutti, noi e loro, sarebbe la rivolta civile.