giovedì 11 agosto 2011

Le maggiori agenzie di rating sono controllate dagli stessi grandi investitori che attaccano gli stati in caso di downgrade

Come volevasi dimostrare. Ce lo siamo chiesto ripetutamente negli ultimi giorni, perchè il sospetto c'era ed era forte, oggi infine un articolo di Mauro Meggiolaro su Il Fatto Quotidiano ci ha purtroppo fornito la risposta che temevamo.
Le maggiori agenzie di rating, quelle che con un downgrade possono scatenare reazioni a catena con pesanti conseguenze sull'equilibrio economico e sociale dei paesi declassati, sono di fatto controllate dagli stessi grandi investitori-speculatori che attaccano stati ed imprese in occasione di abbassamento del rating o del semplice diffondersi di notizie.
Pare inoltre che anche dal punto di vista dell'affidabilità, ci sia poco da star sereni; abbiamo già raccontato come il rating della Lehman Brothers rimase invariato ed alto, fino allo stesso giorno del fallimento; e questo non sarebbe che uno degli episodi poco cristallini di queste organizzazioni.

È pazzesco, folle, inaudito! Ma che razza di gioco perverso è mai questo? Perchè tutti accettano questo meccanismo in cui, alla fine, è chiaro che le vittime saranno sempre e solo i più deboli.

Comincio a non poterne più di questo finto capitalismo finanziario e di questi guru della finanza o dei cosidetti imprenditori di successo, alla b. per intenderci; qual'è il genio e dove sta la bravura se fai tu le regole, se elimini gli ostacoli, se ti spiani il percorso, se determini le regole del gioco? Sarebbe come se un arbitro di calcio facesse parte, allo stesso tempo, di una delle squadre in campo.
Con questi presupposti, qualsiasi inetto o incapace è in grado di diventare "guru".

Trovo tutto questo immorale, questa gente indegna e non comprendo perchè, a livello mondiale, si continui a sottostare a questo gioco al massacro, per giunta truccato.

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