martedì 9 agosto 2011
Per la casta è giunto il momento di tagliarsi via qualche privilegio; se no, saranno i cittadini infuriati a tagliarglielele
La minaccia di una notte dei lunghi coltelli si sta addensando sulla nostra classe politica. Concordo in pieno con quanto scritto ieri sul Corriere da Rizzo e Stella: qualora tagli e riduzioni di spesa della prossima manovra straordinaria - che per i cittadini già tartassati si preannuncia ancor più dura e da "lacrime, sudore & sangue" - la casta (mi scuso con Rizzo e Stella, il termine rimane potente ma la rappresentazione non può che essere in minuscolo) dovesse incoscientemente chiamarsi ancora una volta fuori dai sacrifici di tutti gli altri cittadini, correrebbe veramente il rischio di vedere in faccia quanto la gente sia esasperata, indignata ed infuriata nei confronti di questi inetti, inadeguati ed inefficenti. Se, fino ad ora, lo sapevano - ricorderei l'emblematica recente uscita di Rotondi circa la necessità di tutelare spudoratamente i loro privilegi "tanto la gente ci odia lo stesso" - ma contavano sulla loro immunità e sulla nostra indolenza endemica, oltre al carattere tranquillo degli italiani; ora non ci conterei più tanto, la gente - ripeto - è talmente esasperata, indignata ed infuriata da rappresentare una minaccia concreta. Informo i signori della kasta (la k perchè ben raffigura la deriva da ku klux klan in atto) che non è piacevole venire inseguiti per strada da orde di gente armata di bastoni e spranghe...
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