Non capisco. Devo essere io svasato; con l'età, poi, si diventa più lenti di comprendonio. Sono quindi un paio di giorni che mi arrovello, cercando risposte che non trovo, tanto da cominciare ad avere il sospetto che, sotto sotto, covi una delle innumerevoli prese per i fondelli della nostra classe politica, più che probabile, trattandosi della Lega e di quel Calderoli - ministro per la semplificazione - tanto affezionato ai colpi di scena teatrali o cinematografici, come dar fuoco, sulla piazza di fronte al parlamento e davanti alle telecamere, alla catasta di "leggi dello stato inutili".
Il nuovo punto oscuro è la modifica alla manovra economica proposta sempre da Calderolia e Lega, relativa all'introduzione della TASSA SULL'EVASIONE FISCALE o, come viene pure definita, la PATRIMONIALE SULL'EVASIONE.
Ed è qui che devo ammettere la mia sconfitta intellettiva; perchè non riesco proprio ad immaginare cosa possa significare "tassa sull'evasione fiscale"? A dire il vero, mi sono stupito (e preoccupato per me stesso) che nessun articolo o servizio pubblicato, dedicato a questa proposta, non abbia rilevato alcuna incongruenza e sollevato nessuna perplessità sulla questione.
In pratica e molto sinteticamente: se con "evasione fiscale" si sottintende una elusione alle procedure e ai meccanismi di controllo e di verifica degli organi preposti e, quindi, una "mancata o non conoscenza" dell'esistenza di beni mobiliari ed immobiliari soggetti a tassazione, come si può imporre un tributo, una tassa, sopratutto se tipologicamente assimilabile ad una patrimoniale, su qualcosa di cui si ignora l'esistenza e la consistenza? Prima di proporre una tassa patrimoniale sull'evasione fiscale, non si dovrebbe, riuscire a scoprire ed accertare l'evasione e, di conseguenza, dopo avere applicato ed incassato le sanzioni e le more già previste dalla legge tributaria, assimilare ai redditi questi beni, fino a quel momento, evasi?
Parrebbe semplice e chiaro ma, evidentemente, non lo è.

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