Eccoli i danni sociali collaterali di questa manovra dissennata ed iniqua, figlia di un governo inetto, di un ministro incapace, di un premier da interdire e di una opposizione inguardabile. Danni, di cui la politica autoassolta da riduzioni e tagli che la riguardassero, non ha ancora nemmeno immaginato la portata sociale. Nel momento e nelle condizioni attuali, gli anziani ed in particolari i nonni, sono improvvisamente passati dal raffigurare, nell'ambito dell'economia famigliare, esclusivamente un peso, ad essere una risorsa: dal punto di vista economico, quando percepiscono anche solo una pensione dignitosa; e, se in buone condizioni psico-fisiche - che tradotto in linguaggio welfare, significa rappresentare già di per se stesso un plus - perchè in grado, non solamente di non pesare per il proprio mantenimento sui figli, ma altresì di aiutare concretamente ed attivamente nel badare ai nipoti, permettendo micro-economie non indifferenti sui costi molto elevati degli asili nido pubblici o privati (spesso con un livello qualitativo dei servizi scarso) e sulle altre forme a pagamento di ausilio nella tutela di questi bambini, "cittadini in miniatura" a tutti gli effetti (molti spesso se lo dimenticano).
L'aspetto drammatico di questa manovra è che l'insieme fiscalmente e finanziariamente coercitivo e il taglio orizzontale di risorse destinate ai supporti alle famiglie - e qui viene da chiedersi: come farà la Francia a potersi permettere una politica sociale eccellente ed efficente; e perchè noi, non copiamo mai da quelli più bravi - ha praticamente demolito anche questa ultima linea di autodifesa delle famiglie italiane, abbandonate a se stesse e private ormai di tutto, colpevoli di accettare passivamente qualsiasi iniquità senza rivoltarsi, soggiogati da una classe politica, governo ed opposizione insieme, indegna di rappresentarci.
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