giovedì 1 settembre 2011

Il punto di non ritorno di B.: ricattato da due papponi?

Ammesso che tutto questo immondezzaio sia vero...
Può un Presidente del Consiglio essere tenuto sotto ricatto da due imprenditori papponi, pagati per tacere circa le prostitute procacciate e spacciate a "sua ingenuità" come volonterose ammiratrici?
Può uno stato permettersi di affidare al proprio capo del governo - tenuto sotto ricatto da imprenditori protettori - informazioni, dati e segreti sensibili?
Possono, i cittadini italiani, sopportare oltre e/o altro da un premier probabilmente "telecomandato a distanza" da imprenditori faccendieri, papponi, puttane e chissà quant'altro?
Per quanto ancora dovremo assistere a questo stillicidio di fango e di m... (caro b., la m... vera è la tua).
Può un paese allo stremo e un popolo disgustato, augurarsi che questo imprenditore, premier, statista,  vecchio cicisbeo migri, con tutta la sua corte di zoccole e garçon Pipì verso lontani ed ospitali lidi lasciandoci finalmente al nostro destino, qualunque sia, purchè senza di lui?
Può un adulto responsabile penosa macchietta da avanspettacolo, giudicato da tutto il mondo palesemente inetto, inaffidabile, incapace e indegno, interessato solo a parare se stesso e le sue aziende da inchieste e processi, non rendersi conto che oramai, per lui, sta per giungere, inesorabile e puntuale, non la semplice fine della storia ma il "punto di non ritorno"?
Può, infine un Presidente del Consiglio affermare pubblicamente "tra poco, da questo paese di m... me ne vado"?

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