Chissà come mai, chissà perchè, di sicuro qualche inguacchio genetico sotto sotto deve essere successo, non si spiega altrimenti l'uscita del nostro
illuminato fulminato Ministro alla-della Semplificazione, colto da irrefrenabile "raptus in stile brunettiano": avendo il dovere di semplificare, incasino tutto e me ne strafotto della figura da "ciaparatt". I fatti...
L'
incontinente incontenibile Calderoli, a poche ore dal voto della più drammatica, strascicata e tragicomica manovra economica straordinaria, dopo che sul tema "abolizione province" abbiamo assistito al peggior teatrino della politica, con soluzione finale "lo faremo (chi, quando?) dopo aver fatto la legge costituzionale", soluzione palesemente ispirata al modello "e prendiamoli ancora per il culo questi italiani". In contemporanea, si registrava la gravissima spaccatura in consiglio europeo, con il voto contrario e le dimissioni del delegato tedesco, contrario a che l'Europa si accollasse l'onere di acquistare i titoli di stato nostri e degli spagnoli - ormai valutati poco più della carta igienica di bassa qualità: quella monovelo, dura e ruvida come carta-vetrata benchè inconsistente - con l'obiettivo di rendere ecclatante un segnale di sfiducia totale nei confronti dell'inconsistente ed incompetente reazione del nostro governo alle sollecitazioni europee; episodio che provocava l'ennesimo, immediato tracollo dei mercati con il peggiore risultato, ovviamente targato Italia.
Bene, dopo questa meraviglia, il nostro
inconsistente incontrollabile mastrolindo-semplificatore, se ne viene fuori con una uscita che non riesco a catalogare e che non comprendo nemmeno se mi debba provocare rabbia, sgomento, sconforto, ilarità o cos'altro ancora.
In sintesi: contrordine! Le province scompaiono ma restano, evolvendo, grazie ad una ardita manipolazione genetico-politico-clientelare, in una nuova. astrusa e bizzarra forma: LE PROVINCE REGIONALI!
... non riesco ad aggiungere altro.
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