Ci eravamo illusi che questo clima di rinunce, facesse breccia anche nella scorza durissima della nostra casta degli "intagliabili", l'esercito di fannulloni professionisti e fancazzisti a vita, eletti per volere partitico divino. Abbiamo infine trepidato alla decisione di tagliare, tra lacrime e sangue di governo e casta al gran completo, il minimo per evitare la figura peggiore, un taglietto indolore e quasi invisibile, praticamente un graffietto a ministri e sottosegretari farciti indecorosamente di denaro pubblico.
Ora, si deve essere matti o bastardi veri, per decidere, in questo momento, aspettando il famoso decreto sullo sviluppo "tanto non c'è fretta" e "ohibò, non ci sono soldi", con mercati e speculatori che ci hanno scambiato per la loro slot-machine, forti di una credibilità internazionale poco al di sotto di quella del Burghina-Faso, di tagliare i tagli e addirittura di rimborsare immediatamente, a ministri e sottosegretari, ridotti alla fame e allo stremo del sostentamento, quanto a suo tempo trattenuto.
Ma come, il ministero dell'economia, quello stesso che ci
Forse, quei teppisti in nero che, sbagliando, hanno danneggiato proprietà e beni di semplici cittadini, avrebbero dovuto scegliere meglio i loro obiettivi.


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