Tutto
questo sconcertante cancan triviale post-sentenza, che parlamentari ed
esponenti Pdl, giornalisti, dipendenti, servitori, majorette,
mignonette, fidanzatine, pasionarie e lacchè di B., stanno montando, mi
pare sia solamente la reazione terrorizzata, sconclusionata e
sgangherata di chi, finalmente - ultime, le liete legioni cerebrolese
dell'esercito di Silvio - ha realizzato che "la festa è finita
e la pacchia pure"; e ha messo a fuoco che straguadagni facili, soldi a
pioggia, benefici, vantaggi, carriere folgoranti, prestigiosi incarichi
lautamente compensati, ampie deroghe giuridiche, prebende remunerative,
visibilità e ruolo pubblico e pubico, immunità e tutto il resto del
lordume.
La traslazione da pregiudicato, condannato in via
definitiva per frode fiscale, faro e duce delle proprie l-orde schiere
di zecche istituzionali, a beato martire dell'ingiustizia, in questo
momento, lo ha trasformato, senza che lui stesso se ne rendesse nemmeno
conto: non più nel "fine politico" del Pdl, bensì nel "mezzo di
sopravvivenza" dell'orrenda e vorace creatura parassitaria pidielliana
che lui stesso ha creato ed inoculato, infettandolo, nel nostro ormai
devastato sistema paese.
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